7 gen 2026

Auto aziendali: funzionamento, tassazione e gestione del benefit per aziende e dipendenti

Una guida chiara e aggiornata su utilizzo, tassazione e gestione delle auto aziendali tra fiscalità, welfare e sostenibilità
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Le auto aziendali rappresentano oggi uno degli strumenti più rilevanti nella gestione delle risorse umane, della fiscalità d’impresa e delle politiche di welfare. Non si tratta più soltanto di un mezzo operativo per svolgere l’attività lavorativa, bensì di un vero e proprio beneficio economico, capace di incidere sulla retribuzione del dipendente, sull’organizzazione aziendale e sull’ottimizzazione dei costi complessivi.

Negli ultimi anni, il tema delle auto aziendali ha assunto una centralità crescente anche alla luce dell’evoluzione normativa, dell’attenzione alla sostenibilità ambientale e della diffusione di nuove formule di mobilità. Comprendere come funzionano, come vengono tassate e quali vantaggi possono offrire è quindi essenziale per imprese, professionisti e lavoratori.


Inquadramento delle auto aziendali nel contesto fiscale e aziendale

Le auto aziendali occupano una posizione centrale nella gestione moderna dell’impresa, collocandosi all’intersezione tra organizzazione operativa, fiscalità e politiche di welfare. Non si tratta esclusivamente di un mezzo di trasporto funzionale allo svolgimento dell’attività lavorativa, ma di uno strumento che incide in modo diretto sui costi aziendali, sul trattamento fiscale e sulla relazione tra impresa e dipendenti.

Nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente attenzione alla sostenibilità, alla trasparenza fiscale e alla competitività del mercato del lavoro, le auto aziendali assumono un valore strategico. Una corretta comprensione del loro inquadramento consente di evitare errori applicativi e, al tempo stesso, di coglierne appieno i vantaggi economici e organizzativi.


Significato di auto aziendale e ambiti di applicazione

Con il termine auto aziendale si identifica un veicolo intestato all’impresa e messo a disposizione di soggetti che operano al suo interno, come dipendenti, amministratori o collaboratori. L’elemento distintivo non è tanto la proprietà del mezzo, quanto il legame funzionale tra il veicolo e l’attività dell’azienda.

L’auto aziendale può essere utilizzata per finalità diverse: esclusivamente lavorative oppure anche personali. Questa distinzione è fondamentale, poiché determina il diverso trattamento fiscale e contributivo applicabile. In ogni caso, il veicolo rientra nella sfera patrimoniale dell’impresa e la sua gestione è soggetta a specifiche regole contabili e fiscali.


Veicolo intestato all’impresa e assegnazione al dipendente

Quando un’auto è intestata all’azienda, essa entra a far parte dei beni aziendali e viene registrata secondo le modalità previste dalla normativa contabile. L’assegnazione al dipendente avviene attraverso un atto formale o una policy interna, che definisce le condizioni di utilizzo del mezzo.

L’assegnazione può essere temporanea o continuativa e può riguardare diverse categorie di personale. È proprio questa concessione in uso che, in determinati casi, genera un beneficio economico per il lavoratore, valutabile ai fini fiscali. La chiarezza contrattuale è essenziale per evitare ambiguità sull’effettivo utilizzo del veicolo e sulle responsabilità connesse.


Differenze tra acquisto diretto, leasing operativo e noleggio a lungo termine

Le imprese possono dotarsi di auto aziendali attraverso diverse formule. L’acquisto diretto comporta l’iscrizione del veicolo tra i beni ammortizzabili e richiede un investimento iniziale significativo. Il leasing consente invece di diluire il costo nel tempo, mantenendo una certa flessibilità finanziaria.

Il noleggio a lungo termine rappresenta una soluzione sempre più diffusa, poiché include in un unico canone numerosi servizi accessori, come manutenzione, assicurazione e assistenza. Dal punto di vista gestionale, questa formula semplifica il controllo dei costi e riduce gli oneri amministrativi, pur mantenendo una disciplina fiscale ben definita.


Riferimenti normativi e disciplina fiscale vigente

Il trattamento delle auto aziendali è regolato da un insieme articolato di norme che riguardano il reddito d’impresa, il reddito da lavoro dipendente e l’imposta sul valore aggiunto. La disciplina fiscale distingue in modo netto tra veicoli utilizzati esclusivamente per l’attività lavorativa e veicoli concessi anche per uso privato.

Questa distinzione incide sulla deducibilità dei costi, sulla detraibilità dell’IVA e sulla determinazione del valore imponibile del beneficio eventualmente riconosciuto al dipendente. La normativa è stata progressivamente aggiornata per rispondere a esigenze di equità fiscale e di sostenibilità ambientale.

  • Regole fiscali applicabili ai veicoli aziendali
    Le regole fiscali stabiliscono limiti precisi alla deduzione dei costi sostenuti per le auto aziendali. Tali limiti variano in funzione dell’uso del veicolo e della tipologia di soggetto che ne beneficia. Anche la detrazione dell’IVA segue criteri analoghi, basati sull’effettivo impiego del mezzo nell’attività d’impresa.
    Nel caso di concessione in uso promiscuo, una parte del valore del veicolo viene considerata compenso in natura e concorre alla formazione del reddito del dipendente. Questo meccanismo consente di tassare il beneficio senza richiedere una rendicontazione analitica dell’uso privato.

  • Ruolo delle tabelle ACI nella determinazione dei valori economici
    Le tabelle ACI svolgono un ruolo chiave nella disciplina delle auto aziendali. Esse riportano annualmente i costi chilometrici medi dei veicoli, calcolati sulla base di parametri oggettivi come consumo, manutenzione e assicurazione.
    Questi valori costituiscono il riferimento ufficiale per la determinazione del beneficio economico derivante dall’uso promiscuo dell’auto aziendale. L’utilizzo delle tabelle ACI garantisce uniformità di trattamento e riduce il rischio di discrezionalità, offrendo un criterio chiaro e condiviso sia per le imprese sia per l’amministrazione finanziaria.


Modalità di utilizzo delle auto aziendali

Le modalità di utilizzo delle auto aziendali rappresentano uno degli elementi più rilevanti per determinarne il corretto trattamento fiscale e contributivo. La normativa distingue in modo netto tra veicoli destinati esclusivamente allo svolgimento dell’attività lavorativa e veicoli concessi anche per finalità personali. Questa distinzione non è meramente teorica, ma produce effetti concreti sul piano dell’imposizione, della deducibilità dei costi e della gestione amministrativa.

Comprendere correttamente le diverse modalità di utilizzo consente all’impresa di adottare soluzioni coerenti con le proprie esigenze operative e di prevenire errori che potrebbero emergere in sede di controllo fiscale. Allo stesso tempo, una chiara definizione dell’uso del veicolo tutela il dipendente e contribuisce a una gestione più trasparente del rapporto di lavoro.


Auto aziendali ad uso esclusivamente lavorativo

Le auto aziendali ad uso esclusivamente lavorativo sono veicoli impiegati unicamente per lo svolgimento dell’attività professionale. In questa categoria rientrano, ad esempio, le auto utilizzate da tecnici per interventi sul territorio, da agenti commerciali durante le visite ai clienti o da addetti alla logistica per le consegne.

La caratteristica fondamentale di questa tipologia di utilizzo è l’assenza totale di impiego per finalità personali. Il veicolo rimane quindi uno strumento di lavoro a tutti gli effetti, assimilabile ad altre attrezzature aziendali.


Veicoli strumentali all’attività d’impresa

Quando un’auto è considerata strumentale all’attività d’impresa, il suo utilizzo è strettamente legato all’esecuzione delle mansioni lavorative. Ciò implica che il mezzo venga utilizzato esclusivamente durante l’orario di lavoro o comunque per esigenze direttamente connesse all’attività aziendale.

In questi casi, il veicolo non genera alcun beneficio imponibile per il dipendente, poiché non esiste un vantaggio economico personale. L’auto rimane nella piena disponibilità dell’azienda e il suo utilizzo è spesso regolato da procedure interne che ne limitano l’impiego al solo ambito professionale.

Dal punto di vista gestionale, questa configurazione richiede un controllo più rigoroso sull’uso del mezzo, ma consente una maggiore semplicità sotto il profilo fiscale.


Trattamento fiscale dei veicoli a uso professionale

Il trattamento fiscale delle auto aziendali ad uso esclusivamente lavorativo è generalmente più favorevole rispetto a quello dei veicoli a uso promiscuo. La normativa consente, entro determinati limiti, una maggiore deducibilità dei costi sostenuti dall’azienda e una più ampia detraibilità dell’imposta sul valore aggiunto.

Poiché il veicolo non è utilizzato per scopi personali, non si configura alcun fringe benefit a carico del dipendente. Questo aspetto semplifica la gestione delle buste paga e riduce il rischio di contestazioni legate alla corretta determinazione del reddito imponibile.


Auto aziendali con utilizzo promiscuo

Le auto aziendali con utilizzo promiscuo rappresentano la tipologia più diffusa, soprattutto nelle posizioni che prevedono un’elevata mobilità o un ruolo di rappresentanza. In questo caso, il veicolo è utilizzato sia per esigenze lavorative sia per spostamenti personali del dipendente.

È proprio la possibilità di utilizzo privato a determinare la rilevanza fiscale di questa modalità, in quanto l’auto diventa un beneficio economicamente valutabile.

  • Utilizzo per esigenze aziendali e personali
    L’utilizzo promiscuo consente al dipendente di disporre dell’auto aziendale anche al di fuori dell’orario di lavoro, ad esempio per gli spostamenti casa-lavoro o per attività personali. Questo aspetto rende il veicolo particolarmente apprezzato come strumento di welfare, poiché riduce in modo significativo le spese individuali legate alla mobilità.
    Per l’azienda, concedere un’auto in uso promiscuo significa offrire un beneficio concreto senza ricorrere a un aumento diretto della retribuzione monetaria. Tuttavia, questa scelta comporta la necessità di valutare attentamente l’impatto fiscale e contributivo del benefit.

  • Effetti dell’uso privato sul reddito del dipendente
    L’uso privato dell’auto aziendale genera un beneficio in natura che concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente. La normativa prevede un metodo di calcolo forfettario che consente di determinare il valore imponibile del benefit in modo standardizzato, evitando la rilevazione analitica dei chilometri percorsi per finalità personali.
    Questo valore viene poi assoggettato a tassazione e contribuzione secondo le regole ordinarie. Sebbene ciò comporti un aumento del reddito imponibile, il dipendente continua a beneficiare di un vantaggio economico complessivo, poiché il costo reale del veicolo è generalmente superiore all’importo tassato.


Auto aziendali come beneficio in natura per il dipendente

Quando un’auto aziendale viene concessa in uso promiscuo, il suo utilizzo privato configura un beneficio in natura che entra a far parte della retribuzione complessiva del dipendente. A differenza del compenso monetario, il beneficio non si manifesta sotto forma di denaro, ma come utilità concreta, valutabile economicamente secondo criteri stabiliti dalla normativa fiscale.

Il legislatore ha previsto un sistema di valorizzazione forfettaria proprio per evitare la complessità di una misurazione analitica dell’uso personale del veicolo. Questo approccio garantisce uniformità di trattamento e certezza applicativa, riducendo il rischio di contenzioso.

Il valore del beneficio viene determinato sulla base di parametri standardizzati e concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente. Nonostante ciò, l’auto aziendale resta uno dei benefit più apprezzati, poiché il vantaggio reale derivante dall’utilizzo del veicolo risulta generalmente superiore all’onere fiscale sostenuto.

Dal punto di vista pratico, il dipendente beneficia della disponibilità di un mezzo di trasporto senza dover sostenere direttamente i costi di acquisto, manutenzione, assicurazione e gestione ordinaria. Questo si traduce in una riduzione significativa delle spese personali legate alla mobilità e in una maggiore stabilità economica.

Nel complesso, l’auto aziendale rappresenta un elemento di equilibrio tra vantaggio per il lavoratore e sostenibilità fiscale, configurandosi come una componente strutturata e regolamentata del pacchetto retributivo.


Determinazione del valore economico dell’auto aziendale

Il valore economico dell’auto aziendale concessa in uso promiscuo viene determinato attraverso un criterio forfettario, pensato per semplificare l’applicazione fiscale e garantire uniformità di trattamento. Il calcolo si basa su una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri, indipendente dall’utilizzo effettivo del veicolo.

A questo chilometraggio viene applicato il costo chilometrico individuato nelle tabelle ACI, che rappresentano il riferimento ufficiale per la valorizzazione del benefit. I valori tengono conto dei principali costi di gestione del veicolo e vengono aggiornati annualmente.

Il prodotto tra percorrenza convenzionale e costo chilometrico restituisce il valore economico teorico del benefit, sul quale vengono poi applicate le percentuali di imponibilità previste dalla normativa, differenziate in base alla tipologia di alimentazione del veicolo.

Questo sistema consente di determinare in modo semplice, trasparente e verificabile il valore imponibile dell’auto aziendale, riducendo la complessità amministrativa per imprese e dipendenti.


Tassazione delle auto aziendali in base alla tipologia di alimentazione

La tassazione delle auto aziendali rappresenta uno degli ambiti in cui il legislatore ha introdotto negli ultimi anni i cambiamenti più significativi. L’obiettivo dichiarato è quello di orientare le scelte di imprese e lavoratori verso soluzioni di mobilità a minore impatto ambientale, utilizzando la leva fiscale come strumento di incentivazione.

In questo contesto, la tipologia di alimentazione del veicolo assume un ruolo determinante nella definizione del valore imponibile del beneficio derivante dall’uso promiscuo dell’auto aziendale. La normativa prevede infatti percentuali di tassazione differenziate, applicate al valore economico calcolato secondo i criteri forfettari già analizzati.


Logica della tassazione differenziata

La tassazione differenziata delle auto aziendali si fonda su un principio di proporzionalità ambientale. Veicoli caratterizzati da minori emissioni e maggiore efficienza energetica beneficiano di un trattamento fiscale più favorevole, mentre i veicoli con motorizzazioni tradizionali sono soggetti a una tassazione più elevata.

Questo approccio consente di allineare la disciplina fiscale delle auto aziendali agli obiettivi di riduzione delle emissioni e di promozione della mobilità sostenibile, senza introdurre divieti o obblighi rigidi.


Collegamento tra impatto ambientale e valore imponibile

Il valore imponibile del fringe benefit non viene determinato solo sulla base del costo del veicolo, ma anche in funzione delle sue caratteristiche ambientali. In pratica, a parità di valore economico teorico, due veicoli con alimentazioni diverse possono generare un’imposizione significativamente differente.

Questo meccanismo rende la scelta della tipologia di auto aziendale una decisione strategica, in grado di incidere sia sul carico fiscale del dipendente sia sul costo complessivo sostenuto dall’azienda.


Auto aziendali elettriche e a emissioni ridotte

Le auto aziendali elettriche rappresentano la categoria che beneficia del trattamento fiscale più favorevole. La normativa riconosce a questi veicoli una percentuale di imponibilità particolarmente ridotta, riflettendo il loro contributo alla riduzione delle emissioni e alla transizione energetica.


Regime fiscale agevolato per i veicoli elettrici

Per le auto aziendali completamente elettriche, la quota del valore economico che concorre alla formazione del reddito del dipendente è fortemente ridotta rispetto alle altre tipologie di veicoli. Questo comporta un’imposizione significativamente inferiore, rendendo il benefit particolarmente conveniente.

Dal punto di vista del dipendente, ciò si traduce in un vantaggio netto più elevato, mentre per l’azienda rappresenta un’opportunità per contenere il costo fiscale complessivo del benefit offerto.


Effetti sull’attrattività del benefit

La ridotta tassazione rende le auto elettriche particolarmente attrattive all’interno dei pacchetti di welfare aziendale. L’accesso a un veicolo moderno, silenzioso e tecnologicamente avanzato, unito a un impatto fiscale contenuto, contribuisce a rafforzare il valore percepito del benefit.


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Auto aziendali ibride plug-in

Le auto ibride plug-in occupano una posizione intermedia nel sistema di tassazione. Questi veicoli combinano un motore termico con uno elettrico e consentono, in determinate condizioni, una mobilità a basse emissioni.

  • Trattamento fiscale intermedio
    Il regime fiscale applicabile alle auto ibride plug-in prevede una percentuale di imponibilità superiore rispetto ai veicoli elettrici, ma inferiore rispetto a quella delle auto con motorizzazione tradizionale. Questa impostazione riflette il duplice carattere del veicolo, che può operare sia in modalità elettrica sia con l’ausilio del motore termico.

  • Valutazioni operative per imprese e dipendenti
    La scelta di un’auto ibrida plug-in come veicolo aziendale richiede una valutazione attenta delle modalità di utilizzo. Il pieno sfruttamento dei vantaggi fiscali e ambientali dipende infatti dalla frequenza di utilizzo della modalità elettrica e dalla disponibilità di infrastrutture di ricarica.


Auto aziendali con motorizzazione tradizionale

Le auto aziendali con motorizzazione tradizionale, come benzina o diesel, sono soggette al regime di tassazione ordinario. In questi casi, la percentuale di imponibilità applicata al valore economico del benefit è più elevata.


Applicazione della tassazione ordinaria

La tassazione ordinaria comporta un maggiore impatto sul reddito imponibile del dipendente e, di conseguenza, un onere fiscale più significativo. Tuttavia, queste tipologie di veicoli continuano a essere utilizzate in contesti specifici, ad esempio per esigenze operative particolari o per percorrenze elevate.


Confronto con le soluzioni a basse emissioni

Il confronto tra veicoli tradizionali e soluzioni a basse emissioni evidenzia chiaramente come la leva fiscale favorisca le scelte più sostenibili. Nel medio-lungo periodo, questa differenza di trattamento può incidere in modo rilevante sui costi complessivi della flotta aziendale.


Effetti dell’auto aziendale sulla busta paga

Il valore del beneficio derivante dall’auto aziendale concessa in uso promiscuo viene imputato nella busta paga del dipendente come componente del reddito imponibile. Sebbene non comporti un’erogazione monetaria, il fringe benefit incide sul calcolo delle imposte e dei contributi previdenziali.

In busta paga, il benefit viene generalmente evidenziato come voce distinta dalla retribuzione in denaro, garantendo trasparenza e chiarezza. L’importo imponibile aumenta la base di calcolo dell’IRPEF e dei contributi, ma l’impatto sul netto percepito risulta, nella maggior parte dei casi, contenuto rispetto al valore reale dell’utilizzo del veicolo.

Qualora il dipendente partecipi ai costi dell’auto aziendale attraverso un contributo economico concordato, tale importo può ridurre il valore imponibile del benefit, a condizione che sia effettivo, documentato e coerente con le condizioni di utilizzo del veicolo.

Una corretta comunicazione di questi meccanismi contribuisce a migliorare la percezione del benefit e a valorizzarne il ruolo all’interno della retribuzione complessiva.


Trattamento fiscale dei costi sostenuti dall’azienda

I costi sostenuti dall’azienda per le auto aziendali sono soggetti a regole specifiche in materia di deducibilità e detraibilità dell’IVA. La normativa distingue tra veicoli utilizzati esclusivamente per finalità aziendali e veicoli concessi in uso promiscuo.

Nel caso di utilizzo lavorativo, la deducibilità dei costi risulta più favorevole, poiché il veicolo è considerato strumentale all’attività d’impresa. Per le auto in uso promiscuo, la deduzione è invece limitata, in quanto una parte del costo è riconducibile a un beneficio personale del dipendente.

Anche la detrazione dell’IVA segue criteri analoghi: è generalmente parziale per i veicoli a uso promiscuo e più ampia per quelli utilizzati esclusivamente nell’attività aziendale. Una corretta applicazione di queste regole consente all’impresa di pianificare in modo efficiente i costi di mobilità e di ridurre il rischio di contestazioni fiscali.


Benefici delle auto aziendali per l’impresa e per i dipendenti

Le auto aziendali rappresentano uno strumento di valore sia per l’impresa sia per i dipendenti, poiché consentono di coniugare esigenze operative, ottimizzazione fiscale e politiche di welfare. Il loro impatto positivo non si limita all’aspetto economico, ma si estende alla gestione delle risorse umane, all’organizzazione del lavoro e alla competitività complessiva dell’azienda.

L’efficacia delle auto aziendali come leva strategica dipende dalla capacità di integrarle all’interno di una visione strutturata, che tenga conto delle esigenze di entrambe le parti coinvolte.


Vantaggi per l’impresa

Per l’impresa, le auto aziendali consentono un controllo più efficiente dei costi di mobilità. Centralizzando la gestione dei veicoli, è possibile pianificare le spese, ridurre le inefficienze e ottenere condizioni economiche più favorevoli rispetto alla gestione individuale dei rimborsi chilometrici.

Inoltre, l’auto aziendale rappresenta uno strumento di incentivazione non monetaria che consente di arricchire il pacchetto retributivo senza ricorrere esclusivamente ad aumenti salariali, spesso più onerosi dal punto di vista fiscale e contributivo.


Miglioramento del welfare e dell’attrattività aziendale

All’interno delle politiche di welfare, l’auto aziendale è percepita come un benefit di alto valore, in grado di incidere concretamente sulla qualità della vita del dipendente. Questo aspetto contribuisce a rafforzare l’attrattività dell’azienda sul mercato del lavoro e a favorire la fidelizzazione delle risorse chiave.


Vantaggi per i dipendenti

Dal punto di vista del dipendente, l’auto aziendale comporta un significativo risparmio economico e una maggiore stabilità nella gestione della mobilità. L’accesso a un veicolo moderno, efficiente e coperto da costi aziendali riduce l’esposizione a spese impreviste e migliora il comfort negli spostamenti quotidiani.

Anche in presenza di tassazione, il beneficio netto percepito rimane generalmente elevato, rendendo l’auto aziendale uno degli strumenti di welfare più apprezzati.


Equilibrio tra beneficio percepito e costo fiscale

Il valore dell’auto aziendale risiede proprio nell’equilibrio tra vantaggio reale e incidenza fiscale. Quando il dipendente comprende questo rapporto, il benefit viene percepito come un elemento di reale valore aggiunto all’interno della retribuzione complessiva.


Auto aziendali, sostenibilità e pianificazione strategica

Negli ultimi anni, il tema delle auto aziendali si è progressivamente intrecciato con quello della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale d’impresa. Le flotte aziendali rappresentano una leva concreta attraverso cui le aziende possono ridurre il proprio impatto ambientale e contribuire agli obiettivi di transizione energetica.

La normativa fiscale, attraverso la tassazione differenziata, incoraggia esplicitamente questo processo, rendendo la sostenibilità non solo una scelta etica, ma anche economicamente vantaggiosa.


Ruolo delle auto aziendali nelle strategie di sostenibilità

L’adozione di veicoli a basse emissioni consente alle aziende di ridurre l’impronta ambientale legata alla mobilità e di migliorare il proprio posizionamento in termini di responsabilità sociale. Questo aspetto assume un peso crescente anche nei rapporti con clienti, partner e investitori.

Le auto aziendali diventano così uno strumento visibile e misurabile delle politiche di sostenibilità aziendale.


Integrazione con obiettivi ESG e politiche di lungo periodo

Inserire la gestione delle auto aziendali all’interno di una strategia ESG consente di ottenere benefici che vanno oltre il semplice risparmio fiscale. La pianificazione della flotta, la scelta delle alimentazioni e l’ottimizzazione dell’utilizzo dei veicoli contribuiscono a una gestione più responsabile e orientata al futuro.


Importanza di una gestione strutturata e aggiornata

La complessità normativa e l’evoluzione continua delle regole rendono indispensabile una gestione strutturata delle auto aziendali. Policy chiare, contratti ben definiti e aggiornamento costante consentono di massimizzare i benefici e ridurre i rischi.

Una gestione consapevole trasforma l’auto aziendale da semplice mezzo di trasporto a vero strumento strategico.

Le auto aziendali rappresentano oggi molto più di un supporto operativo: sono un elemento centrale nella fiscalità d’impresa, nel welfare aziendale e nelle strategie di sostenibilità. Una conoscenza approfondita delle regole che ne disciplinano l’utilizzo, la tassazione e la gestione consente di valorizzarne appieno il potenziale.

Quando correttamente pianificate e integrate nelle politiche aziendali, le auto aziendali offrono un equilibrio virtuoso tra vantaggi economici, benefici per i dipendenti e responsabilità ambientale, confermandosi come una delle leve più efficaci della moderna gestione d’impresa.

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