1 lug 2026

Bonus colonnine domestiche 2026: una grande opportunità per installare la wallbox

Il bonus colonnine domestiche 2026 è stato confermato fino al 2030, ma non è ancora operativo: ecco cosa sapere su contributi, beneficiari, spese ammissibili e domanda online.
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Il bonus colonnine domestiche 2026 conferma una direzione ormai chiara: la mobilità elettrica non passa soltanto dall’acquisto di nuovi veicoli, ma anche dalla possibilità di ricaricarli in modo semplice, sicuro e conveniente nella vita di tutti i giorni.

Ricaricare a casa, nel proprio garage, nel box o in un’area condominiale attrezzata, significa trasformare l’auto elettrica in una scelta più pratica. Non serve più organizzarsi sempre intorno alla disponibilità delle colonnine pubbliche, né adattare le proprie abitudini a soste di ricarica fuori casa. La ricarica diventa parte della routine: l’auto resta ferma, la wallbox lavora, e al mattino si riparte con più autonomia.

Ecco perché la conferma del contributo per le infrastrutture di ricarica private è una notizia importante. Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 ha prorogato fino al 2030 il bonus destinato all’acquisto e all’installazione di colonnine e wallbox per abitazioni e condomìni, mantenendo invariata l’intensità dell’incentivo: un contributo pari all’80% delle spese sostenute, entro specifici massimali.

Per privati e condomìni, quindi, si apre una nuova opportunità per prepararsi alla ricarica domestica in modo più accessibile. Attenzione, però: la misura è stata confermata e rifinanziata, ma le modalità operative definitive dipenderanno da un successivo provvedimento attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In altre parole, il quadro generale è definito, mentre le date di apertura dello sportello e la decorrenza effettiva delle spese ammissibili dovranno ancora essere precisate.

Cos’è il bonus colonnine domestiche 2026

Il bonus colonnine domestiche 2026 è un incentivo pensato per sostenere l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica private per veicoli elettrici. La misura riguarda quindi wallbox domestiche e colonnine installate in contesti privati o condominiali, non le infrastrutture di ricarica pubblica.

Il punto centrale è proprio questo: il contributo non serve ad acquistare un’auto elettrica, ma a rendere più semplice e accessibile la ricarica a casa. È una differenza importante, perché spesso quando si parla di incentivi per la mobilità elettrica si pensa subito ai bonus per l’acquisto del veicolo. In questo caso, invece, l’attenzione si sposta sull’infrastruttura.

Una wallbox domestica permette di ricaricare il veicolo in modo più sicuro, controllato e adatto all’impianto elettrico rispetto a una semplice presa domestica. Inoltre, le soluzioni più evolute possono offrire funzioni come monitoraggio dei consumi, gestione della potenza, controllo da app, accesso tramite tessera RFID e integrazione con impianti fotovoltaici.

Il bonus è quindi uno strumento utile non solo per ridurre il costo iniziale dell’installazione, ma anche per accelerare la diffusione di una ricarica privata più organizzata, efficiente e pronta per le esigenze future.

Quanto copre il bonus wallbox 2026

La misura prevede un contributo pari all’80% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione della wallbox o della colonnina domestica.

Sono previsti due massimali principali:


  • fino a 1.500 euro per le persone fisiche;

  • fino a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Questo significa che il contributo può coprire una parte molto rilevante dell’investimento, ma non necessariamente l’intera spesa. Il massimale rappresenta infatti il tetto massimo del contributo ottenibile, anche quando l’80% della spesa supera quella soglia.

Facciamo un esempio semplice. Se una persona fisica sostiene una spesa complessiva di 1.200 euro per acquistare e installare una wallbox, il contributo teorico dell’80% sarebbe pari a 960 euro. In questo caso, l’importo rientra nel limite massimo di 1.500 euro.

Se invece la spesa complessiva fosse di 2.500 euro, l’80% sarebbe pari a 2.000 euro. Tuttavia, per una persona fisica il contributo massimo resta 1.500 euro. La parte eccedente rimarrebbe quindi a carico del beneficiario.

Per i condomìni il ragionamento è simile, ma il massimale è più alto perché gli interventi sulle parti comuni possono essere più articolati. Un’infrastruttura condominiale può richiedere progettazione, opere elettriche, sistemi di controllo degli accessi, gestione dei consumi e soluzioni pensate per più utenti. Da qui il tetto massimo di 8.000 euro.

Bonus colonnine domestiche fino al 2030: fondi e durata della misura

Una delle novità più rilevanti è la conferma del bonus fino al 2030. Il DPCM Automotive ha infatti prorogato il sostegno all’installazione di infrastrutture di ricarica private, destinando alla misura complessivamente 68 milioni di euro per il periodo 2025-2030.

La ripartizione delle risorse prevede:


  • 10 milioni di euro residui per il 2025;

  • 5 milioni di euro per il 2026;

  • 15 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029;

  • 8 milioni di euro per il 2030.

La durata pluriennale della misura è un segnale positivo, perché permette a privati e condomìni di pianificare con maggiore consapevolezza l’installazione di una wallbox. Allo stesso tempo, però, è importante ricordare che l’accesso effettivo al contributo dipenderà dall’apertura degli sportelli e dalle regole operative che saranno stabilite.

Come spesso accade con gli incentivi pubblici, le risorse disponibili non sono infinite. Per questo, anche se la misura è programmata fino al 2030, conviene prepararsi per tempo: raccogliere le informazioni, valutare l’impianto elettrico, chiedere un preventivo completo e conservare tutta la documentazione utile.

In pratica, meglio non aspettare l’ultimo minuto. Quando la finestra sarà aperta, chi avrà già chiaro cosa fare potrà muoversi con più rapidità.

Chi può richiedere l’incentivo per wallbox domestica

Il bonus colonnine domestiche 2026 è rivolto esclusivamente a due categorie di beneficiari:


  • persone fisiche residenti in Italia;

  • condomìni, per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici.

Per le persone fisiche, il contributo può riguardare l’installazione di una wallbox o di una colonnina in un’abitazione privata, in un garage, in un box, in un cortile o in una pertinenza collegata all’uso domestico.

Per i condomìni, invece, il bonus riguarda le infrastrutture installate sulle parti comuni. In questo caso, l’intervento può servire a creare uno o più punti di ricarica condivisi, oppure a predisporre una soluzione utilizzabile da più condòmini secondo regole definite.

Restano invece escluse dal bonus colonnine domestiche le imprese e i titolari di partita IVA. Per queste categorie esistono strumenti diversi, legati agli incentivi specifici per l’installazione di infrastrutture di ricarica destinate alle attività economiche. In particolare, le aziende devono fare riferimento alle misure dedicate gestite dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Questa distinzione è fondamentale. Il bonus domestico nasce per sostenere la ricarica privata in ambito residenziale, non gli investimenti aziendali o commerciali.

Spese ammissibili per il bonus colonnine di ricarica

Il contributo riguarda sia l’acquisto dell’infrastruttura di ricarica sia la sua installazione. Non si limita quindi al solo dispositivo, ma può includere anche diverse spese strettamente connesse alla posa in opera e alla messa in funzione della wallbox.

Tra le spese ammissibili rientrano:


  • acquisto della wallbox o della colonnina;

  • installazione e posa in opera;

  • impianti elettrici necessari;

  • opere murarie strettamente collegate all’intervento;

  • sistemi di monitoraggio;

  • progettazione;

  • direzione lavori;

  • sicurezza;

  • collaudi;

  • eventuale realizzazione di un nuovo punto di connessione alla rete elettrica.

Questo aspetto è molto importante, perché l’installazione di una wallbox non coincide sempre con il semplice fissaggio del dispositivo a parete. In alcuni casi l’intervento può richiedere verifiche sull’impianto esistente, adeguamenti del quadro elettrico, passaggio di nuovi cavi, protezioni dedicate o configurazioni specifiche.

Anche i sistemi di monitoraggio possono avere un ruolo utile, soprattutto quando si vuole controllare meglio l’energia utilizzata per la ricarica o gestire più utenti nello stesso contesto. Nei condomìni, ad esempio, monitorare i consumi e regolare gli accessi può diventare essenziale per evitare confusione e garantire una gestione ordinata.

Naturalmente, prima di procedere è sempre opportuno verificare quali spese saranno considerate ammissibili secondo le regole operative definitive. Il provvedimento attuativo dovrà chiarire nel dettaglio modalità, documenti richiesti e limiti applicabili.

Come richiedere il bonus colonnine domestiche su Invitalia

La domanda per ottenere il bonus dovrà essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma online di Invitalia. L’accesso avverrà tramite una delle identità digitali previste:


  • SPID;

  • Carta d’Identità Elettronica;

  • Carta Nazionale dei Servizi.

Il beneficiario dovrà compilare la domanda, inserire i dati richiesti e caricare la documentazione necessaria. Anche se le istruzioni definitive non sono ancora state pubblicate per la nuova finestra, è ragionevole aspettarsi che saranno richiesti documenti come fatture, ricevute dei pagamenti, informazioni tecniche sull’intervento e certificazioni rilasciate dall’installatore.

Un punto da non sottovalutare riguarda i pagamenti. Per ottenere il contributo sarà necessario sostenere le spese con strumenti tracciabili intestati al beneficiario. Questo significa che i pagamenti dovranno essere documentabili e coerenti con le fatture presentate.

È quindi importante evitare soluzioni improvvisate. Fattura intestata correttamente, pagamento tracciabile e documentazione tecnica devono andare nella stessa direzione. Può sembrare un dettaglio burocratico, ma spesso è proprio la qualità della documentazione a fare la differenza tra una domanda completa e una pratica problematica.

Il decreto attuativo del MIMIT dovrà definire le date di apertura dello sportello, la decorrenza delle spese ammissibili e le modalità operative per la presentazione delle richieste. Fino a quel momento, meglio prepararsi con attenzione senza dare per scontati aspetti che non sono ancora stati formalizzati.

Quando sarà possibile fare domanda per il bonus colonnine domestiche 2026

Al momento, la misura è confermata, ma non è ancora stata fissata la nuova finestra temporale per l’invio delle domande.

Questo è un passaggio decisivo. Il DPCM Automotive conferma il rifinanziamento del bonus, ma rimanda a un successivo provvedimento attuativo la definizione delle regole pratiche. Sarà quel provvedimento a chiarire quando sarà possibile presentare domanda, da quale data saranno considerate valide le spese e quali documenti dovranno essere caricati sulla piattaforma.

Per chi sta pensando di installare una wallbox, la domanda più naturale è: conviene procedere subito o aspettare?

La risposta più prudente è: conviene prepararsi subito, ma verificare le regole prima di sostenere spese importanti. La decorrenza delle spese ammissibili è infatti uno degli elementi ancora da confermare. Acquistare o installare prima di conoscere le condizioni definitive potrebbe esporre al rischio di non poter accedere al contributo.

Nell’attesa, però, ci sono molte cose utili da fare: valutare l’impianto elettrico, confrontarsi con un installatore qualificato, individuare la wallbox più adatta, richiedere un preventivo completo e capire quali documenti saranno necessari. Così, quando lo sportello sarà aperto, non si partirà da zero.

Bonus wallbox in condominio: cosa sapere prima dell’installazione

Il condominio è uno dei contesti più interessanti per il bonus colonnine domestiche 2026, ma anche uno di quelli che richiede maggiore attenzione nella fase di progettazione.

Installare una colonnina sulle parti comuni significa infatti ragionare non solo sul dispositivo, ma anche sulla gestione degli spazi, degli accessi e dei consumi. Chi può utilizzare la wallbox? Come vengono ripartiti i costi dell’energia? Serve una soluzione condivisa o una predisposizione per più punti di ricarica? L’infrastruttura sarà utilizzata da uno o più condòmini?

Sono domande pratiche, non dettagli secondari.

In molti casi sarà necessario coinvolgere l’amministratore e verificare le regole interne del condominio. La documentazione condominiale potrà avere un ruolo importante, soprattutto quando l’intervento riguarda spazi comuni o impianti condivisi.

Per questo, nei condomìni è particolarmente utile scegliere soluzioni intelligenti, capaci di gestire utenti diversi, monitorare le sessioni di ricarica e controllare la potenza disponibile. In un’abitazione privata la wallbox serve principalmente a un nucleo familiare. In un condominio, invece, può diventare parte di un sistema energetico condiviso, dove chiarezza e controllo sono fondamentali.

Un’infrastruttura ben progettata evita discussioni, semplifica la gestione e rende la ricarica più accessibile anche a chi oggi sta valutando il passaggio all’elettrico.

Come scegliere una colonnina domestica adatta al bonus

Il bonus può ridurre in modo significativo il costo iniziale, ma non dovrebbe essere l’unico criterio di scelta. Una wallbox non è un semplice accessorio: è un dispositivo collegato all’impianto elettrico e destinato a essere utilizzato per anni.

Per questo, prima di scegliere, è utile valutare alcuni elementi.

Il primo è la sicurezza. La wallbox deve essere installata correttamente, con le protezioni adeguate e nel rispetto della normativa. Affidarsi a un installatore qualificato è essenziale, anche per ottenere la documentazione tecnica necessaria.

Il secondo elemento è la potenza. Non tutte le abitazioni hanno le stesse caratteristiche e non tutte le auto accettano la stessa potenza in corrente alternata. In molti contesti domestici una wallbox da 7,4 kW può essere una soluzione adatta, mentre in impianti trifase o in contesti più evoluti si possono valutare potenze superiori, come 11 kW o 22 kW, se compatibili con l’impianto e con il veicolo.

Il terzo elemento è la gestione della potenza. Funzioni come il Load Balancing permettono alla wallbox di adattare la ricarica ai consumi dell’abitazione, riducendo il rischio di sovraccarichi o distacchi del contatore. È una funzione particolarmente utile quando in casa sono attivi più elettrodomestici, una pompa di calore o altri carichi importanti.

Un altro aspetto da considerare è il monitoraggio. Controllare le sessioni di ricarica, programmare gli orari, verificare i consumi e gestire l’accesso da app può rendere l’esperienza molto più semplice. In fondo, la ricarica domestica deve essere comoda: se diventa complicata, perde buona parte del suo valore.

Infine, vale la pena pensare al futuro. Chi ha già un impianto fotovoltaico, o pensa di installarlo, può orientarsi verso una wallbox compatibile con la gestione intelligente dell’energia. In questo modo la ricarica dell’auto può dialogare meglio con la produzione solare, l’autoconsumo e le abitudini della casa.

Errori da evitare con il bonus colonnine domestiche 2026

Il bonus rappresenta una buona opportunità, ma per sfruttarlo correttamente bisogna evitare alcuni errori comuni.

Il primo è acquistare la wallbox prima di conoscere le regole operative definitive. La misura è confermata, ma la decorrenza delle spese ammissibili dovrà essere chiarita dal provvedimento attuativo. Meglio non procedere alla cieca.

Il secondo errore è pagare con strumenti non tracciabili. Se il pagamento non è documentabile o non è intestato correttamente al beneficiario, la domanda potrebbe incontrare difficoltà.

Il terzo è non conservare la documentazione. Fatture, ricevute, certificazioni di conformità e documenti tecnici devono essere archiviati con attenzione. Non basta installare la wallbox: bisogna poter dimostrare come, quando e da chi è stato realizzato l’intervento.

Un altro errore frequente è sottovalutare l’impianto elettrico. Prima di installare una colonnina domestica, è necessario verificare la potenza disponibile, lo stato del quadro elettrico, le protezioni presenti e l’eventuale necessità di adeguamenti.

Infine, attenzione a non confondere il bonus domestico con gli incentivi per aziende. Imprese e partite IVA non rientrano in questa misura e devono fare riferimento a strumenti dedicati.

Domande frequenti sul bonus colonnine domestiche 2026

Il bonus colonnine domestiche 2026 è già attivo?

La misura è stata confermata e rifinanziata fino al 2030, ma la nuova finestra per presentare domanda non è ancora stata fissata. Le date e le modalità operative saranno definite da un successivo provvedimento attuativo.

Quanto si può ottenere con il bonus wallbox?

Il contributo copre fino all’80% delle spese sostenute, entro un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per i condomìni.

Il contributo copre anche l’installazione?

Sì, il bonus riguarda sia l’acquisto dell’infrastruttura di ricarica sia la sua installazione. Possono rientrare anche opere e servizi strettamente collegati, come impianti elettrici, opere murarie necessarie, progettazione, collaudi e connessione alla rete.

Il bonus vale per una wallbox nel box condominiale?

Il bonus è previsto per persone fisiche residenti in Italia e condomìni. Nel caso di box o spazi condominiali, è importante verificare il tipo di intervento, il collegamento elettrico, la documentazione richiesta e le regole che saranno definite per la nuova finestra.

Quali documenti servono per presentare domanda?

Saranno necessari documenti come fatture, ricevute dei pagamenti tracciabili, dati del beneficiario e certificazioni tecniche dell’intervento. L’elenco definitivo sarà indicato nelle istruzioni operative.

Le imprese possono richiedere il bonus colonnine domestiche?

No. Il bonus colonnine domestiche è riservato a persone fisiche e condomìni. Le imprese e i titolari di partita IVA devono fare riferimento agli incentivi specifici per infrastrutture di ricarica destinate ad attività economiche.

Le spese già sostenute saranno ammesse?

La decorrenza delle spese ammissibili dovrà essere chiarita dal provvedimento attuativo. Prima di sostenere nuove spese, è quindi consigliabile verificare le regole definitive.

Dove si presenta la domanda per il contributo?

La domanda dovrà essere presentata online tramite la piattaforma Invitalia, accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.

Perché prepararsi ora al bonus colonnine domestiche

Il bonus colonnine domestiche 2026 è una misura concreta per rendere più accessibile la ricarica privata. Con un contributo fino all’80% delle spese sostenute e massimali dedicati a privati e condomìni, l’incentivo può ridurre in modo significativo il costo iniziale per installare una wallbox o una colonnina domestica.

La parte economica, però, è solo una faccia della medaglia. La scelta più importante resta tecnica: individuare una soluzione sicura, intelligente e adatta al proprio impianto elettrico. Una wallbox ben progettata permette di ricaricare meglio, evitare sovraccarichi, monitorare i consumi e preparare la casa o il condominio a un uso sempre più evoluto dell’energia.

In attesa dell’apertura della nuova finestra, il consiglio è semplice: iniziare a informarsi, valutare l’impianto, richiedere un preventivo completo e conservare con cura ogni documento utile.

Quando lo sportello sarà operativo, essere pronti potrà fare la differenza. E la ricarica domestica potrà diventare non solo più conveniente, ma anche più semplice, sicura e integrata nella vita quotidiana.

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