27 lug 2026

Colonnine di ricarica per aziende: più controllo, meno costi

Una rete di ricarica aziendale efficace non dipende dal numero di colonnine installate, ma dalla capacità di gestire energia, accessi, consumi e priorità.
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La mobilità elettrica sta entrando sempre più rapidamente nelle strategie delle imprese italiane. Le aziende stanno convertendo le proprie flotte, installando punti di ricarica per i dipendenti e offrendo questo servizio anche a clienti, fornitori e visitatori.

Installare delle colonnine di ricarica per aziende, però, non significa semplicemente acquistare alcuni dispositivi e collegarli all’impianto elettrico. Una vera infrastruttura aziendale deve rispondere a esigenze molto diverse: veicoli che devono essere pronti a partire al mattino, dipendenti che rimangono in ufficio per diverse ore, visitatori occasionali e consumi energetici che devono essere misurati e attribuiti correttamente.

A tutto questo si aggiunge un altro elemento fondamentale: la ricarica deve convivere con i consumi dell’edificio, degli uffici o dello stabilimento, senza generare picchi inutili o richiedere aumenti di potenza sproporzionati.

La domanda da porsi, quindi, non è soltanto quale colonnina acquistare. La vera questione è come progettare un sistema capace di coordinare utenti, veicoli, tempi di sosta, potenza disponibile e regole di utilizzo.

In altre parole, prima viene il progetto. Solo dopo arriva la scelta dei dispositivi.

Perché un’azienda ha bisogno di un sistema di ricarica completo

La ricarica in un contesto professionale è molto diversa da quella domestica.

In un’abitazione, generalmente, ci sono uno o due veicoli, pochi utenti e abitudini piuttosto prevedibili. In azienda, invece, possono convivere decine di persone, mezzi con funzioni differenti e orari che cambiano da un giorno all’altro.

L’infrastruttura deve inoltre continuare a funzionare quando aumenta il numero di auto elettriche, viene aperta una nuova sede o cambiano le modalità di utilizzo del parcheggio.

Le differenze tra una wallbox domestica e una rete di ricarica aziendale

Una wallbox domestica viene normalmente utilizzata da un numero limitato di persone. Il conducente conosce il dispositivo, dispone di un posto auto dedicato e può lasciare il veicolo collegato per tutta la notte.

In un parcheggio aziendale, invece, lo stesso punto di ricarica potrebbe essere utilizzato da:

  • veicoli della flotta;

  • auto personali dei dipendenti;

  • mezzi commerciali;

  • clienti;

  • fornitori;

  • visitatori occasionali.

Ogni categoria può richiedere condizioni differenti.

I veicoli operativi potrebbero avere la priorità perché devono ripartire entro un determinato orario. I dipendenti potrebbero ricaricare gratuitamente oppure pagare l’energia consumata. I visitatori, invece, potrebbero ricevere un’autorizzazione valida solo per la durata dell’appuntamento.

Le colonnine non possono quindi essere considerate come dispositivi indipendenti. Devono far parte di un sistema organizzato e controllabile.

Come coordinare colonnine, impianto elettrico e software

Un’infrastruttura aziendale comprende più elementi:

  • punti di ricarica;

  • quadri e protezioni elettriche;

  • cablaggi;

  • sistemi di misurazione;

  • connessione alla rete;

  • identificazione degli utenti;

  • gestione della potenza;

  • piattaforma di supervisione;

  • assistenza tecnica.

Tutti questi componenti devono comunicare e funzionare in modo coordinato.

Installare colonnine connesse in un parcheggio privo di una rete stabile, per esempio, può rendere difficile il monitoraggio da remoto. Allo stesso modo, collegare molti veicoli senza prevedere un sistema di distribuzione della potenza può generare picchi di consumo o limitare il numero di ricariche contemporanee.

Quali problemi evita una buona progettazione

Una pianificazione corretta consente di evitare situazioni frequenti, come:

  • colonnine inutilizzate per gran parte della giornata;

  • punti di ricarica insufficienti nei momenti di maggiore richiesta;

  • aumenti di potenza non realmente necessari;

  • difficoltà nell’identificare gli utenti;

  • impossibilità di separare i consumi della flotta da quelli dei dipendenti;

  • conflitti nell’utilizzo delle postazioni;

  • costosi interventi per ampliare l’impianto;

  • gestione manuale di sessioni e rimborsi.

Una buona infrastruttura non deve soltanto soddisfare le esigenze presenti. Deve anche essere pronta ad accompagnare la crescita dell’azienda e della mobilità elettrica.

Identificare chi utilizzerà le colonnine aziendali

Il primo passo consiste nel definire con precisione gli utenti.

Non tutti i conducenti hanno le stesse necessità e, di conseguenza, non dovrebbero utilizzare i punti di ricarica secondo le medesime regole.

Ricarica dei veicoli della flotta aziendale

Le auto della flotta svolgono spesso una funzione operativa. Possono essere utilizzate da commerciali, tecnici, manutentori, responsabili di sede o personale che deve spostarsi quotidianamente.

In questo caso, l’obiettivo principale è garantire che ogni veicolo sia disponibile quando serve.

Per progettare la ricarica della flotta è utile analizzare:

  • chilometri percorsi ogni giorno;

  • orario abituale di rientro;

  • orario della partenza successiva;

  • energia mediamente consumata;

  • possibilità di condividere i punti;

  • livello di priorità di ogni mezzo.

Un’auto utilizzata sporadicamente non ha le stesse esigenze di un veicolo commerciale che deve partire ogni mattina presto.

Colonnine di ricarica per i dipendenti

La possibilità di ricaricare sul posto di lavoro può diventare un benefit aziendale particolarmente apprezzato.

Durante la giornata lavorativa, infatti, le auto rimangono parcheggiate per diverse ore. Questo consente di recuperare energia gradualmente, senza dover necessariamente utilizzare la massima potenza disponibile.

L’azienda deve però stabilire come verrà erogato il servizio.

La ricarica può essere:

  • completamente gratuita;

  • offerta a una tariffa agevolata;

  • addebitata in base ai kWh consumati;

  • riservata ad alcune categorie di dipendenti;

  • disponibile solo in determinate fasce orarie;

  • limitata agli utenti autorizzati.

Devono essere definite anche le regole di permanenza. Un dipendente può lasciare l’auto collegata per l’intera giornata anche dopo la fine della ricarica? È prevista una rotazione? È necessario prenotare la postazione?

Stabilire queste condizioni fin dall’inizio permette di utilizzare meglio l’infrastruttura e riduce le possibili incomprensioni.

Ricarica per clienti, fornitori e visitatori

Mettere a disposizione una colonnina per gli utenti esterni può migliorare l’esperienza offerta dall’azienda.

Per hotel, showroom, centri commerciali, sedi aperte al pubblico e strutture ricettive, la ricarica può diventare un vero servizio aggiuntivo. In altri contesti rappresenta invece un segnale concreto di attenzione verso la mobilità sostenibile.

L’accesso può essere gestito attraverso:

  • autorizzazione da parte della reception;

  • tessera RFID temporanea;

  • applicazione;

  • codice QR;

  • accesso libero;

  • pagamento diretto.

La scelta dipende dal tipo di attività, dal numero di visitatori e dal livello di controllo desiderato.

Gestire più tipologie di utenti nello stesso parcheggio

In molti casi, flotta, dipendenti e visitatori condividono la stessa area di sosta.

Una piattaforma di gestione consente di:

  • creare gruppi di utenti;

  • applicare autorizzazioni differenti;

  • stabilire priorità;

  • assegnare tariffe specifiche;

  • separare i consumi;

  • riservare alcuni punti a determinati veicoli.

L’obiettivo è mantenere il controllo senza rendere la gestione quotidiana troppo complessa.

Analizzare le reali necessità di mobilità dell’azienda

Dopo avere individuato gli utenti, occorre osservare come vengono utilizzati i veicoli.

Il numero totale di auto elettriche è importante, ma da solo non basta per dimensionare correttamente l’infrastruttura.

Quanti veicoli devono ricaricare ogni giorno

Non tutte le auto presenti in azienda avranno bisogno di collegarsi quotidianamente.

Alcune potrebbero arrivare con una batteria ancora sufficientemente carica. Altre potrebbero invece dover recuperare una quantità significativa di energia prima di ripartire.

È quindi utile conoscere:

  • quanti veicoli si collegano mediamente ogni giorno;

  • quanti arrivano nello stesso momento;

  • per quanto tempo rimangono parcheggiati;

  • quali devono ripartire per primi;

  • quanti nuovi veicoli elettrici sono previsti nei prossimi anni.

Un’azienda con venti auto elettriche potrebbe aver bisogno di dieci punti ben organizzati. Un’altra impresa con dieci veicoli operativi potrebbe invece aver bisogno di una postazione dedicata per ciascun mezzo.

Tutto dipende dall’utilizzo concreto.

Chilometri percorsi ed energia da recuperare

Per calcolare il fabbisogno reale è più utile conoscere la percorrenza giornaliera rispetto alla capacità complessiva della batteria.

Un’auto con una batteria di grandi dimensioni non deve necessariamente essere ricaricata al 100% dopo ogni viaggio. Ciò che conta è recuperare l’energia utilizzata durante la giornata.

Un veicolo che percorre pochi chilometri e rimane parcheggiato otto ore può ricaricare lentamente. Un mezzo commerciale che percorre distanze elevate e dispone di una finestra di sosta breve richiederà invece una gestione diversa.

Orari di arrivo, permanenza e partenza

Il tempo di sosta è uno dei dati più importanti.

Se un veicolo rimane collegato per tutta la giornata lavorativa, l’energia può essere distribuita gradualmente. Questo facilita la gestione della potenza e permette di servire più auto contemporaneamente.

Se la flotta rientra alla sera e riparte al mattino, la ricarica può essere organizzata durante la notte, quando spesso i consumi dell’edificio sono inferiori.

Quando invece i veicoli vengono utilizzati su più turni, diventa necessario identificare quelli con le partenze più ravvicinate.

La domanda da porsi non è soltanto “quanto velocemente può caricare questo veicolo?”, ma soprattutto “quanta energia deve recuperare prima della prossima partenza?”.

Individuare i veicoli prioritari

Non tutti i mezzi hanno la stessa importanza per l’operatività aziendale.

Può essere utile classificare i veicoli in base a:

  • orario di uscita;

  • funzione svolta;

  • percorrenza prevista;

  • energia minima necessaria;

  • possibilità di utilizzare un mezzo alternativo.

Questa classificazione consente di distribuire la potenza in modo più efficace, garantendo la disponibilità dei veicoli realmente indispensabili.

Calcolare quante colonnine servono davvero

Uno degli errori più comuni è associare automaticamente un punto di ricarica a ogni auto elettrica.

In realtà, il rapporto corretto tra colonnine e veicoli dipende dai tempi di sosta, dalle abitudini degli utenti e dalla possibilità di condividere le postazioni.

Perché non serve sempre una colonnina per ogni auto

Quando i veicoli rimangono fermi per molte ore e non devono ricaricare quotidianamente, uno stesso punto può essere utilizzato da più utenti.

La quantità di colonnine necessaria dipende da:

  • durata media delle sessioni;

  • tempo di permanenza;

  • frequenza di ricarica;

  • possibilità di spostare le auto;

  • necessità della flotta;

  • crescita prevista.

In alcuni contesti, una rotazione ben organizzata permette di servire più veicoli senza moltiplicare i dispositivi installati.

Postazioni dedicate e punti condivisi

Le postazioni dedicate sono particolarmente indicate per:

  • veicoli operativi;

  • mezzi con orari di partenza fissi;

  • auto assegnate stabilmente;

  • situazioni in cui non è possibile spostare il veicolo durante la giornata.

I punti condivisi funzionano invece bene per:

  • dipendenti;

  • visitatori;

  • utenti occasionali;

  • parcheggi con un ricambio frequente.

Spesso la soluzione più efficace consiste nel combinare i due modelli.

Organizzare la rotazione delle auto

Una rotazione può prevedere che il conducente liberi il punto dopo avere recuperato l’energia necessaria.

Questo sistema funziona soltanto quando:

  • le regole sono semplici;

  • l’utente viene avvisato al termine della sessione;

  • sono disponibili altre postazioni;

  • l’azienda può controllare lo stato della ricarica;

  • è realmente possibile spostare il veicolo.

Se la rotazione risulta poco pratica, può essere più efficiente installare ulteriori punti e distribuire la potenza disponibile tra tutti i veicoli collegati.

Preparare l’ampliamento futuro

Una rete ben progettata dovrebbe poter crescere senza richiedere il rifacimento completo dell’impianto.

Ciò non significa installare subito tutte le colonnine che potrebbero servire tra cinque anni. È spesso più conveniente predisporre:

  • canalizzazioni aggiuntive;

  • spazio nel quadro elettrico;

  • connessioni di rete;

  • postazioni future;

  • un’architettura compatibile con nuovi dispositivi.

L’azienda può così ampliare progressivamente l’infrastruttura, seguendo l’aumento reale dei veicoli elettrici.

Scegliere la potenza in base ai tempi di sosta

La potenza è importante, ma non deve essere valutata da sola.

Una colonnina più potente non rappresenta necessariamente una soluzione migliore, soprattutto quando le auto rimangono ferme per molte ore.

Ricarica durante la giornata lavorativa

Un dipendente che arriva al mattino e riparte alla sera ha a disposizione diverse ore.

In questo scenario, una potenza moderata può essere sufficiente per recuperare l’energia utilizzata negli spostamenti quotidiani. La ricarica può inoltre essere distribuita nell’arco della giornata, riducendo il carico istantaneo sull’impianto.

Ricarica notturna della flotta

Le flotte che rientrano in sede alla fine della giornata possono ricaricare durante la notte.

Il sistema può distribuire l’energia in base:

  • all’orario della partenza successiva;

  • all’energia richiesta;

  • alla priorità del veicolo;

  • alla potenza disponibile.

Anche in questo caso, una gestione intelligente può essere più utile rispetto alla semplice installazione di punti con potenza elevata.

Veicoli utilizzati su più turni

Quando un mezzo viene utilizzato da più squadre o durante turni consecutivi, la finestra di ricarica può essere più breve.

È quindi necessario valutare:

  • durata della sosta;

  • energia consumata;

  • orario della partenza successiva;

  • disponibilità di altri mezzi;

  • possibilità di assegnare una priorità temporanea.

Non è obbligatorio che tutte le colonnine abbiano la stessa potenza. Un progetto può combinare soluzioni differenti in base al tipo di utilizzo.

Perché più potenza non significa sempre ricarica più rapida

La velocità effettiva dipende da diversi fattori:

  • potenza della colonnina;

  • capacità di ricarica accettata dal veicolo;

  • caratteristiche dell’impianto;

  • energia disponibile;

  • numero di auto collegate.

Se il veicolo non può accettare tutta la potenza erogata dal punto, installare un dispositivo più potente non ridurrà il tempo necessario.

Un sovradimensionamento generalizzato può quindi aumentare i costi senza offrire un vantaggio concreto.

Ottimizzare la potenza elettrica disponibile

Le colonnine condividono l’impianto con uffici, illuminazione, climatizzazione, macchinari e altre utenze aziendali.

È quindi essenziale evitare che la ricarica venga progettata senza considerare il consumo complessivo dell’edificio.

L’impatto della ricarica sui consumi dell’azienda

Se più auto iniziano a caricare contemporaneamente, la richiesta di energia può crescere rapidamente.

Senza un sistema di controllo, potrebbe essere necessario limitare il numero di sessioni oppure aumentare la potenza disponibile.

Prima di procedere con un potenziamento, però, è utile analizzare il profilo reale dei consumi. Molte imprese non utilizzano costantemente tutta la propria capacità elettrica. Una parte può essere destinata alla ricarica nei momenti in cui gli altri carichi diminuiscono.

Distribuire l’energia con il Load Balancing

Il Load Balancing regola la potenza destinata ai veicoli in base ai consumi istantanei dell’edificio.

Quando le altre utenze richiedono meno energia, le auto possono ricaricare più velocemente. Quando il consumo aziendale aumenta, la potenza dei punti viene ridotta temporaneamente.

Il sistema si adatta quindi alle condizioni reali, evitando di superare i limiti dell’impianto.

Evitare sovraccarichi e aumenti non necessari

La gestione dinamica della potenza permette di:

  • evitare interruzioni;

  • ridurre i picchi;

  • utilizzare meglio l’energia disponibile;

  • collegare più auto contemporaneamente;

  • limitare o rimandare interventi di potenziamento.

La potenza non viene assegnata in modo rigido a ciascuna colonnina, ma distribuita in funzione delle necessità del momento.

Stabilire le priorità di ricarica

In determinate situazioni, suddividere l’energia in parti uguali non è la scelta migliore.

La priorità può essere assegnata a:

  • mezzi che devono partire prima;

  • veicoli operativi;

  • auto con minore autonomia residua;

  • utenti autorizzati;

  • sessioni urgenti.

La rete di ricarica diventa così parte integrante dell’organizzazione aziendale.

Definire le regole di utilizzo

La tecnologia funziona meglio quando è accompagnata da regole semplici e comprensibili.

Accesso tramite RFID, app o QR code

Identificare l’utente consente di sapere chi ha utilizzato una determinata postazione e quanta energia ha consumato.

Le tessere RFID sono pratiche per dipendenti e conducenti abituali. L’app può offrire più informazioni, mentre il QR code è particolarmente adatto ai visitatori occasionali.

I diversi sistemi possono essere combinati all’interno della stessa infrastruttura.

Permessi differenziati per flotta, dipendenti e visitatori

Le autorizzazioni possono essere configurate affinché:

  • la flotta utilizzi tutti i punti;

  • i dipendenti accedano solo a determinate postazioni;

  • i visitatori ricevano un’autorizzazione temporanea;

  • alcuni utenti abbiano la priorità;

  • determinate colonnine rimangano riservate.

In questo modo è possibile impedire accessi non autorizzati senza complicare l’esperienza dell’utente.

Ricarica gratuita, agevolata o a pagamento

Non esiste un modello valido per ogni azienda.

La ricarica può essere offerta come benefit gratuito, applicando una tariffa ridotta oppure addebitando interamente il consumo.

La scelta dipende da:

  • politica aziendale;

  • costo dell’energia;

  • tipologia di utenti;

  • frequenza delle sessioni;

  • gestione amministrativa;

  • obiettivi di sostenibilità.

Il criterio adottato deve essere chiaro, trasparente e semplice da applicare.

Veicoli collegati dopo il termine della ricarica

Un’auto che rimane collegata anche dopo avere terminato può rendere inutilizzabile il punto per diverse ore.

L’azienda può gestire il problema attraverso:

  • notifiche;

  • limiti di permanenza;

  • turnazioni;

  • regole interne;

  • tariffe legate all’occupazione;

  • disponibilità di postazioni alternative.

L’obiettivo non è penalizzare gli utenti, ma mantenere l’infrastruttura accessibile.

Misurare e attribuire correttamente i consumi

Quando diversi utenti utilizzano la stessa rete, il consumo complessivo non è sufficiente.

È necessario poter associare ogni sessione a una persona, un veicolo o un centro di costo.

Registrare i kWh per utente e sessione

Ogni ricarica può includere dati come:

  • utente;

  • colonnina utilizzata;

  • orario di inizio e fine;

  • energia erogata;

  • durata;

  • stato della sessione.

Queste informazioni permettono di conoscere meglio le modalità di utilizzo e individuare eventuali inefficienze.

Separare i consumi della flotta da quelli privati

L’energia utilizzata dai mezzi aziendali rappresenta un costo operativo. Le auto private dei dipendenti possono invece seguire una politica diversa.

Separare i dati facilita:

  • controllo dei costi;

  • addebiti;

  • rimborsi;

  • fatturazione;

  • rendicontazione interna.

Creare report per reparto, sede o centro di costo

Le organizzazioni con più strutture possono raggruppare i consumi in base a:

  • reparto;

  • squadra commerciale;

  • veicolo;

  • sede;

  • deposito;

  • periodo di riferimento.

In questo modo è possibile valutare in maniera più precisa il costo della mobilità elettrica.

Gestire rimborsi e addebiti

Quando l’energia deve essere attribuita o fatturata, la disponibilità di dati affidabili è fondamentale.

Una piattaforma centralizzata riduce le attività manuali e facilita l’esportazione delle informazioni verso amministrazione, contabilità e gestione della flotta.

Gestire le colonnine attraverso una piattaforma digitale

Con l’aumento dei punti installati, una gestione manuale diventa rapidamente inefficiente.

Controllare lo stato delle colonnine

Una piattaforma permette di verificare:

  • quali punti sono liberi;

  • quali sono occupati;

  • quali veicoli stanno ricaricando;

  • quanta energia viene erogata;

  • se sono presenti anomalie.

Il responsabile può avere una visione completa senza controllare fisicamente ogni postazione.

Amministrare utenti e autorizzazioni

È possibile aggiungere o rimuovere utenti, modificare i permessi e associare le tessere RFID.

Quando un dipendente cambia ruolo o lascia l’azienda, la sua autorizzazione può essere modificata senza intervenire direttamente su ogni dispositivo.

Consultare lo storico delle sessioni

I dati storici permettono di analizzare:

  • orari di maggiore utilizzo;

  • colonnine più occupate;

  • durata media;

  • energia erogata;

  • utenti più attivi.

Queste informazioni aiutano a capire quando è necessario ampliare la rete o modificare le regole.

Configurazione e assistenza da remoto

La connettività permette di controllare alcuni parametri e analizzare eventuali anomalie a distanza.

Questo riduce i tempi di intervento, soprattutto quando le colonnine sono distribuite tra più sedi.

Coordinare diverse sedi aziendali

Un’azienda con uffici, stabilimenti, magazzini o filiali può gestire tutte le postazioni da un unico ambiente.

È così possibile applicare politiche comuni, confrontare i consumi e controllare lo stato di ogni sede.

Come si sviluppa un progetto di ricarica aziendale

Un progetto efficace procede per fasi.

Seguire un metodo consente di prendere decisioni basate su dati reali e di evitare investimenti poco proporzionati.

Raccolta dei dati

La prima fase deve chiarire:

  • chi utilizzerà le colonnine;

  • quanti veicoli elettrici sono già presenti;

  • quanti potrebbero aggiungersi;

  • quali distanze percorrono;

  • quanto tempo rimangono fermi;

  • chi pagherà l’energia;

  • quali mezzi hanno la priorità.

Queste informazioni costituiscono la base del progetto.

Sopralluogo tecnico

Il sopralluogo serve a verificare:

  • potenza disponibile;

  • posizione del quadro;

  • distanza dalle postazioni;

  • canalizzazioni esistenti;

  • connettività;

  • modalità di installazione;

  • condizioni ambientali;

  • possibilità di ampliamento.

Devono essere valutati sia l’impianto elettrico sia l’organizzazione del parcheggio.

Progettazione della rete

Sulla base dei dati raccolti vengono definiti:

  • numero iniziale di colonnine;

  • potenza;

  • distribuzione delle postazioni;

  • gestione tramite Load Balancing;

  • modalità di accesso;

  • piattaforma;

  • espansioni future.

Non sempre è necessario installare subito tutti i punti previsti. In molti casi è più efficiente predisporre l’infrastruttura e procedere gradualmente.

Installazione e messa in servizio

Dopo l’installazione fisica, è necessario configurare il sistema.

Questa fase può comprendere:

  • connessione alla rete;

  • creazione degli utenti;

  • associazione delle tessere;

  • impostazione della potenza;

  • definizione delle regole;

  • verifica della comunicazione;

  • test delle sessioni.

Una corretta messa in servizio riduce le difficoltà iniziali e rende l’infrastruttura immediatamente utilizzabile.

Monitoraggio e ampliamento

Il progetto non termina con l’attivazione delle colonnine.

Nei mesi successivi è utile controllare:

  • livello di occupazione;

  • energia erogata;

  • fasce orarie più richieste;

  • eventuali punti saturi;

  • anomalie;

  • richieste di nuovi utenti.

La rete può così essere ampliata sulla base dell’utilizzo effettivo.

Esempi di configurazione per diverse tipologie di azienda

Ogni impresa presenta caratteristiche differenti. Alcuni scenari aiutano a comprendere come cambiano le priorità.

Ufficio con dipendenti e visitatori

Le auto rimangono generalmente parcheggiate per diverse ore.

La configurazione può includere:

  • punti condivisi;

  • accesso tramite RFID;

  • tariffe differenziate;

  • postazioni per visitatori;

  • gestione della permanenza;

  • Load Balancing.

La priorità è sfruttare il tempo disponibile e garantire una rotazione equilibrata.

Azienda con auto assegnate ai commerciali

I veicoli possono percorrere distanze diverse e rientrare in orari variabili.

Può essere utile:

  • identificare ogni mezzo;

  • registrare i consumi;

  • privilegiare le partenze anticipate;

  • controllare l’energia per utilizzatore;

  • organizzare la ricarica notturna.

Flotta che ricarica durante la notte

Quando tutti i mezzi rientrano in una sede comune, la ricarica può essere coordinata nelle ore notturne.

Il sistema distribuisce la potenza considerando:

  • orario di partenza;

  • energia necessaria;

  • priorità;

  • disponibilità dell’impianto.

Centro logistico con più turni

Nei centri logistici le finestre di sosta possono essere brevi e variabili.

Potrebbe essere necessario combinare:

  • punti per soste lunghe;

  • postazioni prioritarie;

  • regole basate sui turni;

  • monitoraggio costante;

  • assegnazione dinamica della potenza.

Azienda con più sedi

Le imprese distribuite sul territorio hanno bisogno di una gestione centralizzata.

La piattaforma deve consentire di:

  • controllare tutte le colonnine;

  • confrontare i consumi;

  • gestire utenti comuni;

  • definire regole per ciascuna sede;

  • monitorare anomalie;

  • ampliare ogni impianto in modo indipendente.

Gli errori più frequenti

Alcuni errori ricorrono spesso nei progetti di ricarica aziendale.

Scegliere le colonnine prima di studiare le esigenze

Il dispositivo dovrebbe essere una conseguenza del progetto, non il punto di partenza.

Acquistare prima e progettare dopo può portare a una soluzione poco flessibile o non adatta all’utilizzo reale.

Installare un punto per ogni veicolo

Un rapporto uno a uno può essere inutile quando le auto rimangono ferme molte ore o non ricaricano quotidianamente.

L’obiettivo deve essere garantire il servizio, non massimizzare il numero di dispositivi.

Non distinguere flotta, dipendenti e visitatori

Applicare le stesse regole a tutti gli utenti può creare conflitti e rendere più complessa l’attribuzione dei consumi.

Non definire accessi e priorità

È importante stabilire:

  • chi può ricaricare;

  • quando;

  • su quali colonnine;

  • con quale priorità;

  • a quale tariffa;

  • per quanto tempo.

Non predisporre l’ampliamento

Una rete rigida può diventare insufficiente in poco tempo.

La predisposizione di canalizzazioni, spazio nei quadri e capacità di gestione riduce i costi futuri.

Considerare solo il prezzo iniziale

Il costo della colonnina è soltanto una parte dell’investimento.

Occorre considerare anche:

  • installazione;

  • configurazione;

  • connettività;

  • piattaforma;

  • assistenza;

  • gestione;

  • ampliamenti;

  • utilizzo della potenza.

Le soluzioni Daze per la ricarica aziendale

Daze sviluppa soluzioni progettate per integrare la ricarica in contesti professionali diversi, dalle piccole sedi con pochi punti fino alle infrastrutture con numerosi utenti.

Ricarica per flotte, dipendenti e visitatori

Le soluzioni possono essere configurate per:

  • flotte;

  • parcheggi aziendali;

  • uffici;

  • stabilimenti;

  • centri logistici;

  • sedi aperte al pubblico.

Ogni progetto può combinare dispositivi e modalità di gestione differenti in funzione dell’utilizzo.

Gestione coordinata di più punti

Quando sono presenti diverse colonnine, il coordinamento consente di distribuire la potenza, identificare gli utenti e controllare le sessioni all’interno di un unico sistema.

Load Balancing

Il Load Balancing adatta la ricarica al consumo reale dell’edificio.

L’azienda può così collegare più veicoli senza dover riservare fin dall’inizio tutta la potenza teoricamente richiesta dai dispositivi.

Identificazione e controllo delle sessioni

Attraverso RFID, applicazioni e strumenti digitali è possibile sapere chi utilizza ogni colonnina e quanta energia consuma.

Questo facilita la separazione tra flotta, dipendenti e utenti esterni.

Supervisione attraverso myDaze

myDaze consente di monitorare le colonnine connesse, consultare le sessioni, gestire gli utenti e controllare l’infrastruttura.

La gestione centralizzata è particolarmente utile quando aumenta il numero di punti o quando l’azienda dispone di diverse sedi.

Un sistema pronto a crescere

Un’architettura scalabile consente di partire con una configurazione proporzionata alle esigenze attuali e di ampliarla nel tempo.

L’infrastruttura può così seguire la crescita della flotta senza richiedere un investimento iniziale eccessivo.

Domande frequenti sulle colonnine di ricarica per aziende

Quante colonnine deve installare un’azienda?

Dipende dal numero di veicoli che devono ricaricare quotidianamente, dai tempi di sosta, dall’energia necessaria e dalla possibilità di condividere le postazioni.

Non è sempre necessario installare un punto per ogni auto.

Serve una colonnina per ogni veicolo elettrico?

No. Quando le auto rimangono parcheggiate per molte ore o ricaricano in giorni diversi, i punti possono essere condivisi.

Per le flotte operative con orari rigidi può invece essere preferibile prevedere postazioni dedicate.

Quale potenza serve in un parcheggio aziendale?

La potenza deve essere dimensionata considerando energia richiesta, tempo disponibile, capacità dei veicoli e caratteristiche dell’impianto.

Una potenza elevata non è sempre necessaria.

Come viene distribuita l’energia tra più auto?

Il Load Balancing ripartisce dinamicamente la potenza disponibile tra i veicoli collegati, adattandosi ai consumi dell’edificio e alle priorità impostate.

Come si controllano i consumi dei singoli utenti?

Gli utenti possono essere identificati tramite RFID, app o altri sistemi.

La piattaforma registra l’energia di ogni sessione e la associa a un conducente, a un veicolo, a un reparto o a una sede.

I dipendenti possono pagare le proprie ricariche?

Sì. L’azienda può offrire la ricarica gratuitamente, applicare una tariffa agevolata oppure addebitare il consumo.

È però necessario identificare gli utenti e registrare correttamente le sessioni.

Si possono gestire colonnine installate in sedi diverse?

Sì. Una piattaforma centralizzata permette di monitorare punti installati in uffici, stabilimenti, magazzini e altre sedi.

Come si amplia l’infrastruttura?

L’ampliamento è più semplice quando il progetto iniziale prevede canalizzazioni, spazio nei quadri, connessione e un sistema scalabile.

Progettare la ricarica sulle esigenze reali dell’azienda

Installare colonnine di ricarica in azienda non significa soltanto scegliere una potenza o contare i posti auto disponibili.

Un’infrastruttura efficace parte dall’analisi degli utenti, dei veicoli, delle percorrenze e dei tempi di sosta.

Solo dopo è possibile stabilire quanti punti installare, come distribuire la potenza, quali priorità impostare e come attribuire correttamente i consumi.

Una progettazione accurata permette di iniziare con una soluzione proporzionata, controllare l’investimento e ampliare la rete quando aumenta il numero di auto elettriche.

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