12 ott 2026
Furto dei cavi delle colonnine di ricarica: rischi e prevenzione
Perché vengono sottratti i cavi, quali installazioni sono più esposte e come proteggere la ricarica pubblica, aziendale e domestica senza complicarne l’utilizzo.

Il furto dei cavi delle colonnine di ricarica è legato soprattutto al recupero del rame contenuto nei conduttori. Il danno per il proprietario dell’infrastruttura può essere molto superiore al valore del materiale sottratto: oltre al ricambio, vanno considerati intervento tecnico, verifiche di sicurezza e indisponibilità del servizio.
L’esposizione dipende dalla presenza di un cavo fisso, dall’accessibilità del sito e dalle condizioni di sorveglianza. Una stazione pubblica in un parcheggio isolato e una wallbox in un garage chiuso richiedono quindi valutazioni differenti. Per ridurre il rischio servono una posizione visibile, illuminazione adeguata, controllo fisico degli accessi dove possibile e procedure di monitoraggio e intervento. Se il cavo è tagliato, la prima regola è non toccarlo e avvisare il gestore.
Affrontare il problema non significa rendere la ricarica più complicata. Significa scegliere la configurazione adatta al luogo e organizzare la gestione dell’impianto, distinguendo ciò che previene il danneggiamento da ciò che permette di rilevarlo e ripristinare il servizio.
Perché vengono rubati i cavi delle colonnine
Il rame è utilizzato nei cavi elettrici per la sua elevata conducibilità. Nei collegamenti per la ricarica è affiancato da isolamento, guaine, componenti di comunicazione e, in alcune soluzioni ad alta potenza, circuiti per il raffreddamento.
Non tutti i cavi contengono la stessa quantità di rame. Lunghezza, sezione dei conduttori, corrente di progetto e gestione termica cambiano tra prodotti e tecnologie. Il diametro esterno, da solo, non permette di stimare il valore del materiale contenuto.
Il problema economico resta però evidente: il materiale recuperato può valere poco rispetto al costo della riparazione. Il comunicato Motus-E del 16 aprile 2025 sui furti di rame alle colonnine riferiva circa 200 episodi di danneggiamento nei mesi precedenti, soprattutto a Roma e nel Lazio, e annunciava una task force tecnica. Questo dato descrive gli episodi segnalati in quel contesto: non costituisce un totale nazionale annuale né misura il rischio di ogni singola installazione.
Furto e vandalismo: perché distinguerli
Nel furto il danneggiamento è finalizzato a sottrarre materiale. Nel vandalismo possono essere colpiti connettori, prese, schermi e involucro senza asportare componenti. Le conseguenze possono essere simili, ma le misure preventive non coincidono sempre.
Un dissuasore può proteggere la stazione da un urto, ma non impedire il taglio del cavo. Una telecamera può documentare l’evento, mentre un sistema di allarme può richiamare l’attenzione durante la manomissione. Nessuno di questi elementi va presentato come una protezione universale.
Anche le motivazioni devono essere descritte con cautela. Un cavo tagliato e asportato è compatibile con un furto di materiale; un componente danneggiato non dimostra automaticamente una volontà di sabotare la mobilità elettrica.
Quali installazioni sono più esposte
La valutazione deve partire dal sito reale. Accesso libero, scarsa visibilità, limitato passaggio nelle ore notturne e cavi permanentemente esposti possono aumentare le opportunità di danneggiamento. Sono fattori di esposizione, non una classifica statistica dei furti.
Stazioni DC con cavo integrato
Nelle stazioni rapide in corrente continua il cavo è normalmente parte dell’infrastruttura. Rimane sul posto anche quando nessun veicolo è collegato e può comprendere sensori o un circuito di raffreddamento.
La vulnerabilità dipende soprattutto da dove è installata la stazione e da come viene gestita. Una postazione in un’area presidiata presenta condizioni diverse da una collocata in un parcheggio aperto e poco frequentato di notte.
In caso di taglio, il ripristino deve rispettare le caratteristiche del sistema. Non basta scegliere un cavo con un connettore apparentemente simile: compatibilità elettrica, gestione termica e verifiche previste dal produttore sono parte dell’intervento.
Colonnine AC con cavo o presa Type 2
Nella ricarica in corrente alternata la distinzione più utile è tra cavo integrato e presa Type 2.
Con il cavo integrato l’utente trova il collegamento già disponibile. Questa comodità comporta però la presenza permanente del cavo sul sito. Con la presa Type 2 l’automobilista utilizza invece il proprio cavo e può portarlo via al termine della sessione: quando la stazione è libera, non rimane esposto un cavo appartenente all’infrastruttura.
La presa non rende la colonnina immune da vandalismo. Presa, sportello e involucro possono comunque essere danneggiati; durante la ricarica, inoltre, è presente il cavo dell’utente. Riduce una vulnerabilità specifica nelle ore in cui il punto non viene utilizzato.
Wallbox domestiche e parcheggi riservati
Una wallbox in un box chiuso beneficia della protezione dell’ambiente. Un caricatore in un vialetto aperto, visibile e raggiungibile dalla strada, richiede invece più attenzione alla posizione e all’illuminazione.
Per la ricarica a casa e in condominio, la scelta va quindi collegata alle condizioni del posto auto: garage individuale, cortile, parcheggio condiviso o area accessibile dall’esterno. La semplice distinzione tra installazione interna ed esterna non è sufficiente.
Wallbox con presa o cavo integrato: quale scegliere?
La scelta deve bilanciare praticità, gestione del cavo e accessibilità del sito. Non esiste una configurazione migliore in ogni situazione.
Quando è utile la presa
La presa Type 2 può essere adatta quando gli utenti abituali possiedono già un cavo e possono riporlo dopo ogni sessione. È una possibilità da valutare in parcheggi condivisi, posti auto esposti e abitazioni utilizzate soltanto in alcuni periodi dell’anno.
Il vantaggio è concreto: il cavo non resta sul posto quando la ricarica termina. Bisogna però considerare anche l’esperienza d’uso, perché l’automobilista deve estrarlo, collegarlo, scollegarlo e conservarlo.
Quando è utile il cavo integrato
Il cavo fisso facilita l’uso quotidiano: basta prendere il connettore e collegarlo al veicolo. Può risultare particolarmente comodo in un garage privato o in un parcheggio presidiato.
Va scelto con una lunghezza adatta alla posizione della presa del veicolo e riposto sul supporto previsto, senza trascinarlo a terra o piegarlo strettamente. Il supporto limita usura e ingombro, ma non è un dispositivo antifurto.
Un esempio è Dazebox Home, disponibile in versione con cavo integrato o con presa Type 2. Le due configurazioni consentono di adattare la ricarica alle abitudini dell’utente e al luogo di installazione. La scelta della presa può evitare di lasciare un cavo fisso esposto quando il punto è libero, senza eliminare gli altri rischi di manomissione.
Il blocco del cavo impedisce il furto?
Quando previsto dal veicolo e dalla stazione, il blocco del connettore serve a impedirne la rimozione durante determinate fasi della sessione. Modalità di attivazione e sblocco dipendono dal sistema e vanno verificate nel manuale.
Il blocco non rende il cavo resistente al taglio. È quindi necessario distinguere la protezione contro lo scollegamento non autorizzato dalla protezione fisica contro il danneggiamento.
Come proteggere una colonnina da furti e vandalismo
La prevenzione parte dal progetto dell’area e deve continuare durante l’utilizzo. Le misure più utili sono quelle che riducono la possibilità di agire indisturbati e consentono di reagire a una segnalazione.
Posizione e visibilità
Quando possibile, il caricatore dovrebbe essere visibile dagli ingressi, dalla reception o dalle aree di passaggio. La posizione più vicina al quadro elettrico non è necessariamente quella più adatta alla gestione del servizio.
La visibilità va conciliata con accessibilità, percorsi pedonali e manovre. Il cavo deve raggiungere il veicolo senza attraversare zone di transito e la postazione deve rimanere utilizzabile senza ostacoli.
Valutare questi aspetti prima delle opere civili permette di evitare modifiche costose dopo l’installazione.
Illuminazione e sorveglianza
L’illuminazione dovrebbe coprire sia il caricatore sia l’area circostante, evitando punti ciechi. Nei parcheggi con sensori di movimento, va verificato che la luce si attivi già durante l’avvicinamento.
La videosorveglianza può avere una funzione deterrente e aiutare a ricostruire gli episodi, ma non garantisce che un furto venga fermato. Occorrono inquadrature utili, immagini leggibili e una procedura per gestire le segnalazioni e le registrazioni.
Finalità, segnaletica, accesso alle immagini e conservazione devono rispettare le regole applicabili. Le FAQ del Garante per la protezione dei dati personali sulla videosorveglianza costituiscono un riferimento ufficiale per valutare questi aspetti, anche nei contesti condominiali e aziendali.
Accesso al parcheggio e autorizzazione della ricarica
Cancelli, varchi e presenza di personale possono limitare l’accesso fisico nei siti riservati. RFID e app hanno una funzione diversa: autorizzano l’uso della ricarica e, secondo il sistema, permettono di associare le sessioni agli utenti.
Una tessera RFID non impedisce a una persona di avvicinarsi al cavo e danneggiarlo. Per questo il controllo degli utenti deve essere inserito nella gestione complessiva del sito.
Nei punti accessibili al pubblico le misure di protezione devono rispettare gli orari e le condizioni di accesso del servizio. Non si può presumere che ogni stazione pubblica sia aperta ventiquattr’ore su ventiquattro.
Protezioni fisiche e gestione del cavo
Dissuasori e archetti servono principalmente a proteggere l’infrastruttura dagli urti dei veicoli. Devono lasciare spazio sufficiente alle persone e non ostacolare il collegamento del connettore.
Catene, lucchetti e custodie improvvisate non vanno aggiunti senza verificarne la compatibilità con il produttore. Possono danneggiare la guaina, ostacolare l’uso o interferire con le condizioni di funzionamento del cavo.
Anche i gradi IP e IK vanno interpretati correttamente. Descrivono rispettivamente la protezione dell’involucro contro l’ingresso di corpi solidi e acqua e la resistenza agli impatti meccanici. Non certificano la resistenza al furto e non garantiscono che il cavo non possa essere tagliato.
Monitoraggio remoto e tecnologie antifurto
Una stazione connessa può fornire informazioni sul proprio stato e aiutare il gestore a individuare un’indisponibilità. Questo non significa che ogni anomalia venga riconosciuta automaticamente come furto.
Che cosa può segnalare il monitoraggio
Un errore, un’interruzione dell’alimentazione o la perdita di connettività possono richiedere una verifica. Il valore operativo del monitoraggio dipende dalle informazioni disponibili, dalle funzioni della piattaforma e da chi riceve e gestisce le segnalazioni.
Per le infrastrutture di ricarica aziendali, soprattutto quando distribuite su più sedi, la supervisione centralizzata aiuta a organizzare la gestione. La rilevazione specifica del taglio del cavo e gli allarmi dedicati devono però essere verificati separatamente: non vanno attribuiti a un prodotto soltanto perché è connesso.
Se il servizio è pubblicato su app o piattaforme di roaming, è importante aggiornare la disponibilità dopo aver accertato il danno. L’aggiornamento automatico dipende dall’integrazione tra stazione, sistema di gestione e piattaforme utilizzate.
Sensori, marcature e protezioni dedicate
Sensori di manomissione, allarmi, marcature e sistemi per proteggere il cavo rispondono a esigenze diverse. Una marcatura può aiutare a identificare il materiale, ma non impedisce il taglio. Un allarme richiede qualcuno che gestisca l’avviso. Un sistema meccanico deve preservare flessibilità, raggi di curvatura e condizioni termiche del cavo.
Prima di adottare una soluzione, occorre verificare compatibilità, manutenzione, gestione degli avvisi ed eventuali effetti sull’utilizzo quotidiano.
Prevenzione nei diversi contesti
Le misure generali devono essere adattate alle persone che utilizzano il servizio e agli orari in cui il sito rimane accessibile.
A casa
Nel garage privato la chiusura dell’ambiente costituisce già una protezione. In un vialetto aperto, invece, è utile scegliere una posizione visibile dall’abitazione e integrarla nell’illuminazione esistente.
Con una wallbox dotata di presa, il cavo può essere conservato in un luogo protetto dopo la sessione. Con un modello a cavo integrato, occorre riporlo correttamente e valutare l’accessibilità della zona.
Disabilitare la ricarica durante un’assenza può impedire l’utilizzo non autorizzato, se questa funzione è prevista dal sistema. Non impedisce però fisicamente il taglio del cavo.
In azienda
Il punto di ricarica dovrebbe essere incluso nel piano di gestione del parcheggio. Serve un referente che sappia come segnalare un’anomalia, informare gli utenti e attivare l’assistenza.
Se il parcheggio resta aperto quando l’edificio è vuoto, va valutato il livello di controllo nelle ore serali e notturne. Se viene chiuso, le procedure devono essere compatibili con gli orari di utilizzo dei veicoli e con l’accesso del personale autorizzato.
In hotel
La reception deve poter spiegare come usare la ricarica e sapere a chi rivolgersi in caso di danno. È utile prevedere una procedura anche per il turno notturno.
Il cavo integrato semplifica l’arrivo dell’ospite; la presa richiede invece un cavo personale. Questa differenza va comunicata prima dell’arrivo, così che la configurazione scelta non diventi una sorpresa durante il soggiorno.
In condominio
Il cancello limita l’accesso dall’esterno, ma occorrono responsabilità chiare per le infrastrutture condivise. Deve essere stabilito chi contatta l’assistenza, chi gestisce le credenziali amministrative e come viene comunicata un’indisponibilità.
I cavi non devono ostacolare corsie, passaggi e vie di fuga. L’eventuale videosorveglianza va valutata secondo le regole applicabili al condominio, senza presumere che una singola telecamera possa risolvere ogni problema.
Cosa fare se il cavo è stato tagliato o rubato
La priorità è la sicurezza delle persone. Lo schermo spento o l’apparente assenza di attività non permettono di stabilire a vista che l’impianto sia sicuro.
Non toccare cavo, conduttori o parti danneggiate. Non tentare riparazioni, coperture improvvisate o prove di ricarica.
Mantieni le persone a distanza. Il personale del sito può segnalare e delimitare l’area secondo le procedure previste, senza esporsi al rischio.
Avvisa il gestore. Comunica posizione, identificativo della stazione e danno osservato. In presenza di un pericolo immediato, contatta i servizi di emergenza.
Documenta soltanto da una distanza sicura. Fotografie panoramiche e indicazioni su data e ora possono aiutare la gestione dell’episodio. Non spostare componenti e non manipolare possibili tracce.
Attendi la verifica tecnica. La messa in sicurezza, l’ispezione e il ripristino spettano al personale qualificato.
Verifica tecnica e riattivazione
L’intervento deve accertare l’estensione del danno. Possono essere coinvolti connettore, pressacavi, collegamenti interni, sensori e, dove presenti, circuiti di raffreddamento.
Il ricambio deve essere compatibile con la stazione e installato secondo le indicazioni del produttore. Le prove di sicurezza e funzionali devono precedere la riattivazione delle parti interessate.
In una stazione con più connettori, l’eventuale possibilità di mantenere un altro punto operativo va valutata dal personale qualificato in base al progetto e al danno. L’utente non deve dedurre che sia sicuro solo perché appare integro.
Denuncia e assicurazione
Il proprietario o gestore deve organizzare gli adempimenti relativi alla segnalazione alle autorità e all’eventuale apertura del sinistro, rispettando le condizioni della polizza.
Copertura, franchigie, esclusioni e danni indiretti variano. Non è quindi possibile affermare che l’assicurazione paghi sempre, né stabilire chi debba sostenere la spesa senza conoscere proprietà dell’impianto e contratto di gestione.
Quanto costa il danno e come ridurre il fermo
Non esiste un costo unico per la sostituzione del cavo di una colonnina. Cambiano tecnologia AC o DC, lunghezza, connettore, componenti integrati ed estensione del danno.
Al ricambio si aggiungono sopralluogo, manodopera, eventuale trasporto e verifiche. Il fermo può inoltre causare sessioni non erogate, difficoltà per una flotta o indisponibilità di un servizio offerto agli ospiti.
Per valutare una proposta di riparazione, conviene distinguere le voci e chiedere quali controlli siano compresi. Un prezzo riferito al solo cavo non descrive necessariamente il costo del ripristino completo.
Manutenzione e disponibilità dei ricambi
La manutenzione non impedisce un furto intenzionale, ma aiuta a individuare guaine abrase, supporti allentati, prese forzate e altri segnali di deterioramento o manomissione.
Frequenza e modalità dei controlli devono seguire le indicazioni del produttore e il contesto d’uso. Un sito pubblico molto frequentato richiede un’organizzazione diversa da un garage individuale.
Per le installazioni aziendali è utile chiarire fin dall’acquisto il contatto di assistenza, la procedura per richiedere i ricambi e le condizioni dell’intervento. Registrare gli episodi permette inoltre di capire se occorra modificare posizione, sorveglianza o accesso al sito.
Domande frequenti sul furto dei cavi delle colonnine
Perché vengono rubati i cavi delle colonnine di ricarica?
Soprattutto per recuperare il rame contenuto nei conduttori. Il valore del materiale può essere molto inferiore al costo del danno, che comprende ricambi, intervento tecnico, verifiche e fermo del servizio.
Quali fattori aumentano l’esposizione al furto?
La presenza di un cavo fisso accessibile, una posizione isolata, la scarsa illuminazione e l’assenza di controllo del sito possono favorire il danneggiamento. Non consentono però, da soli, di quantificare la probabilità di furto.
Una wallbox con presa riduce il rischio?
Quando non è utilizzata, non lascia esposto un cavo dell’infrastruttura: l’utente può scollegare e riporre il proprio. Presa e involucro restano comunque esposti a possibili manomissioni e durante la sessione il cavo è presente.
RFID e app proteggono il cavo dal taglio?
No. Servono ad autorizzare e gestire la ricarica secondo le funzioni disponibili. Non costituiscono una barriera fisica contro il taglio o l’asportazione del cavo.
Il blocco del connettore è un antifurto completo?
No. Quando previsto, limita la rimozione del connettore secondo la logica del sistema. Non impedisce il taglio del cavo. Il comportamento specifico va verificato nel manuale del veicolo e della stazione.
Una colonnina connessa rileva automaticamente il furto?
Non necessariamente. Può segnalare errori o indisponibilità, ma il riconoscimento specifico di una manomissione richiede funzioni dedicate. Occorre verificare quali eventi siano rilevati e come vengano gestiti gli avvisi.
Cosa fare davanti a un cavo tagliato?
Non toccare le parti danneggiate, mantieni le persone a distanza e avvisa il gestore. In caso di pericolo immediato, contatta i servizi di emergenza. Non tentare di utilizzare la stazione prima della verifica tecnica.
IP e IK indicano una protezione antifurto?
No. IP riguarda la protezione dell’involucro contro l’ingresso di corpi solidi e acqua; IK la resistenza agli impatti meccanici. Nessuno dei due indica che il cavo sia protetto dal taglio.
Quanto costa sostituire un cavo rubato?
Dipende da stazione, tecnologia, ricambio ed eventuali danni aggiuntivi. Un preventivo completo deve specificare anche manodopera e verifiche necessarie al ripristino.
L’assicurazione copre il furto dei cavi?
Dipende dalle condizioni della polizza. Vanno verificati beni assicurati, franchigie, esclusioni, obblighi di denuncia e copertura degli eventuali danni indiretti.
Scegliere e gestire la ricarica pensando al luogo reale
Il furto dei cavi va affrontato con misure proporzionate all’installazione. In un garage chiuso possono contare soprattutto posizione e gestione quotidiana del cavo; in un sito aperto acquistano maggiore peso sorveglianza, rilevamento delle anomalie e rapidità d’intervento.
La scelta tra presa e cavo integrato è una parte di questa valutazione. Le altre riguardano accessi, illuminazione, responsabilità operative e assistenza. Considerarle prima dell’installazione permette di offrire una ricarica pratica e di organizzare una risposta più efficace quando si verifica un danno.
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