18 set 2026

Incentivi ricarica elettrica Spagna: 150 milioni per potenziare la rete stradale

Il Governo spagnolo prepara un nuovo programma finanziato con fondi FEDER 2021-2027 per ampliare le infrastrutture di ricarica pubblica lungo le strade del Paese añol prepara un nuevo programa financiado con fondos FEDER 2021-2027 para ampliar las infraestructuras públicas de recarga en las carreteras del país
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La Spagna prepara un nuovo investimento per sostenere lo sviluppo della mobilità elettrica. Il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, conosciuto come MITECO, ha avviato la consultazione pubblica preliminare relativa a un programma da 150 milioni di euro destinato alle infrastrutture di ricarica accessibili al pubblico.

I nuovi incentivi per la ricarica elettrica in Spagna saranno finanziati attraverso il Programma Pluriregionale della Spagna del Fondo europeo di sviluppo regionale, nell’ambito del ciclo FEDER 2021-2027.

L’obiettivo è rafforzare la rete pubblica lungo le strade spagnole, migliorare la continuità della ricarica durante i viaggi e intervenire nei territori in cui la copertura è ancora insufficiente. Il programma potrebbe inoltre comprendere infrastrutture dedicate ai veicoli pesanti, ai nodi urbani e alle aree di parcheggio sicure e protette.

È importante, però, chiarire subito un aspetto: gli incentivi non sono ancora disponibili. La consultazione pubblica serve a definire le future regole del programma. Beneficiari, percentuali di contributo, requisiti tecnici e scadenze saranno comunicati negli atti successivi.

Cosa prevedono i nuovi incentivi per la ricarica elettrica in Spagna

Il nuovo programma avrà una dotazione complessiva di 150 milioni di euro e sarà dedicato alla diffusione delle infrastrutture di ricarica elettrica di accesso pubblico sulle strade spagnole.

La misura entrerà nell’ecosistema MOVES, attraverso il quale la Spagna ha già finanziato l’acquisto di veicoli elettrificati, l’installazione di punti di ricarica e numerosi progetti dedicati alla mobilità sostenibile.

Secondo il comunicato ufficiale del MITECO, il nuovo intervento dovrà favorire una rete più capillare e adatta agli spostamenti interurbani. La priorità è quindi la ricarica pubblica lungo la rete viaria, non l’installazione di wallbox nelle abitazioni private.

I dettagli operativi devono ancora essere stabiliti, ma le risorse potrebbero sostenere lo sviluppo di nuovi siti e il potenziamento delle stazioni esistenti. Per avere conferma degli interventi ammissibili bisognerà attendere la pubblicazione delle basi regolatorie definitive.

Perché la Spagna investe nella ricarica pubblica

La crescita delle immatricolazioni elettriche richiede una rete capace di accompagnare l’aumento dei veicoli. Non conta soltanto il numero complessivo delle colonnine: sono fondamentali anche la loro distribuzione, la potenza disponibile e l’affidabilità del servizio.

Nelle grandi città e nelle aree più trafficate, l’infrastruttura tende a svilupparsi più rapidamente perché la domanda è elevata. Lungo alcune direttrici interurbane e nei territori meno popolati, invece, gli investimenti possono risultare più complessi o meno redditizi nel breve periodo.

Il sostegno pubblico può contribuire a superare questo squilibrio. Una rete ben distribuita permette di:

  • ridurre la distanza tra una stazione e quella successiva;

  • offrire alternative quando un punto è occupato o fuori servizio;

  • rendere più prevedibili i viaggi a lunga distanza;

  • migliorare i collegamenti tra città e regioni;

  • favorire la mobilità elettrica anche nelle aree meno servite.

L’obiettivo, quindi, non è semplicemente installare più colonnine, ma costruire una rete stradale realmente utilizzabile.

Dove potrebbero essere installate le nuove stazioni

Il programma si concentrerà sulle infrastrutture pubbliche lungo le strade spagnole. La consultazione valuta in particolare gli interventi sulla rete principale e sui collegamenti che fanno parte della TEN-T, la rete transeuropea dei trasporti.

La TEN-T comprende i corridoi strategici che collegano città, regioni, porti, centri logistici e confini nazionali. Potenziare la ricarica lungo queste direttrici significa facilitare non soltanto gli spostamenti interni, ma anche i viaggi tra Spagna, Francia, Portogallo e il resto dell’Europa.

Una delle priorità potrebbe essere rappresentata dalle cosiddette zone d’ombra, ovvero i tratti in cui le infrastrutture sono assenti, troppo distanti o insufficienti rispetto al traffico.

In queste aree, un nuovo punto di ricarica può avere un valore che va oltre il numero immediato di sessioni. Può migliorare l’accessibilità del territorio, sostenere il turismo e permettere a residenti e imprese di adottare veicoli elettrici con maggiore facilità.

Nuove installazioni e potenziamento delle colonnine esistenti

Lo sviluppo della rete non passa necessariamente soltanto dalla costruzione di nuove stazioni. In alcune località può essere più efficace aggiornare le infrastrutture già operative, aumentando la potenza o il numero di veicoli che possono ricaricare contemporaneamente.

Il potenziamento, spesso definito repowering, può comprendere:

  • la sostituzione dei dispositivi esistenti;

  • l’aumento della potenza disponibile;

  • l’installazione di ulteriori punti di ricarica;

  • l’aggiornamento dell’impianto elettrico;

  • l’introduzione di sistemi più evoluti per il monitoraggio e la gestione della potenza.

Questo aspetto è particolarmente importante lungo le strade principali, dove una stazione progettata alcuni anni fa potrebbe non essere più adeguata alla crescita della domanda.

Per i viaggi interurbani, inoltre, la ricarica ad alta potenza consente di contenere i tempi di sosta. La velocità effettiva dipende comunque anche dal veicolo, dallo stato della batteria e dalla potenza complessiva che la stazione può distribuire tra gli utenti collegati.

Possibili incentivi anche per camion e autobus elettrici

La consultazione pubblica apre alla possibilità di includere le infrastrutture destinate ai veicoli elettrici pesanti. Se confermata, l’estensione renderebbe il programma rilevante anche per l’elettrificazione del trasporto merci e dei servizi professionali.

Camion e autobus presentano esigenze diverse rispetto alle automobili. Le batterie sono più grandi, le potenze richieste sono maggiori e le aree devono offrire spazi adeguati alle manovre.

Per una stazione destinata ai mezzi pesanti è necessario considerare:

  • elevata capacità di connessione alla rete;

  • disponibilità simultanea di più punti;

  • configurazione delle piazzole;

  • posizione e lunghezza dei cavi;

  • tempi di sosta e programmazione delle partenze;

  • gestione intelligente dell’energia.

Il MITECO sta valutando anche il possibile coinvolgimento dei nodi urbani e delle ZESP, le aree di parcheggio sicure e protette. Questi spazi possono consentire ai mezzi di ricaricare durante le soste già previste dall’attività di trasporto, evitando fermate aggiuntive.

Al momento, tuttavia, l’inclusione dei veicoli pesanti rimane una possibilità sottoposta a consultazione. La conferma dovrà arrivare con le regole definitive.

Il collegamento con MOVES Corredores de Recarga

Il nuovo programma proseguirà il percorso avviato con MOVES Corredores de Recarga, la misura dedicata al rafforzamento delle infrastrutture pubbliche lungo la rete viaria.

Secondo i dati pubblicati dal MITECO, il programma precedente ha finanziato 341 progetti, assegnando complessivamente 97 milioni di euro.

Gli interventi porteranno alla realizzazione o al potenziamento di 2.674 punti di ricarica, con stazioni caratterizzate da una potenza minima disponibile compresa tra 300 e 400 kW.

La nuova dotazione da 150 milioni di euro consentirà di continuare questo lavoro attraverso una diversa fonte di finanziamento, rappresentata dai fondi FEDER 2021-2027. Potrebbe inoltre ampliare il perimetro degli interventi e introdurre procedure amministrative più semplici.

Il MITECO ha infatti indicato la semplificazione come uno dei temi sui quali gli operatori possono intervenire durante la consultazione. Autorizzazioni, connessioni alla rete e tempi di realizzazione sono tra gli aspetti che più incidono sullo sviluppo delle stazioni pubbliche.

Quanti punti di ricarica ci sono in Spagna

A metà del 2026, la Spagna contava oltre 56.000 punti di ricarica operativi, secondo i dati diffusi dal Ministero. La rete serve un parco vicino a 950.000 veicoli elettrificati.

Nel secondo trimestre del 2026 sono stati installati 1.605 nuovi connettori. Di questi, 337 hanno una potenza superiore a 250 kW. Il numero complessivo dei punti ad alta potenza ha così raggiunto quota 2.806.

Anche le immatricolazioni mostrano una crescita significativa. Nell’agosto 2026, il 28% dei veicoli immatricolati in Spagna era ricaricabile. Nello stesso periodo, le auto completamente elettriche hanno superato numericamente le ibride plug-in.

Questi dati indicano un mercato in espansione, ma evidenziano anche la necessità di continuare a investire. Più veicoli significano infatti una domanda maggiore, soprattutto sulle direttrici più trafficate e nei periodi caratterizzati da elevati flussi di viaggio.

La qualità della rete non può essere valutata soltanto in base al numero dei punti installati. È necessario considerare anche:

  • distribuzione geografica;

  • potenza disponibile;

  • accessibilità;

  • funzionamento effettivo;

  • manutenzione;

  • semplicità di pagamento;

  • possibilità di utilizzare reti e servizi differenti.

Il rapporto con il regolamento europeo AFIR

Gli investimenti spagnoli si inseriscono nel quadro europeo definito dal regolamento AFIR, dedicato alle infrastrutture per i combustibili alternativi.

Il regolamento stabilisce obiettivi per la diffusione della ricarica lungo la rete TEN-T e punta a creare un sistema europeo più uniforme e accessibile. Le disposizioni interessano sia i veicoli leggeri sia quelli pesanti e tengono conto della distanza tra le stazioni e della potenza complessiva disponibile.

AFIR presta attenzione anche all’esperienza dell’utente. Informazioni chiare, prezzi trasparenti, interoperabilità e possibilità di effettuare pagamenti senza un abbonamento obbligatorio contribuiscono a rendere la ricarica più semplice anche per chi viaggia all’estero.

Il potenziamento dei corridoi spagnoli è quindi parte di un processo più ampio. Una rete nazionale più capillare aiuta la Spagna a raggiungere gli obiettivi europei e migliora la continuità degli spostamenti elettrici nella penisola iberica.

Chi potrà accedere agli incentivi

I beneficiari del nuovo programma non sono ancora stati definiti ufficialmente. Tra i soggetti potenzialmente interessati possono rientrare operatori della ricarica, aziende energetiche, gestori di aree di servizio, parcheggi, imprese di trasporto e altri soggetti coinvolti nella realizzazione delle infrastrutture.

Le agevolazioni saranno gestite dall’Instituto para la Diversificación y Ahorro de la Energía, l’IDAE, e assegnate in regime di concorrenza competitiva.

Questo significa che i progetti non saranno finanziati automaticamente in base all’ordine di presentazione. Le domande verranno valutate e confrontate secondo criteri che dovranno essere indicati nella futura procedura.

Devono ancora essere stabiliti:

  • le categorie dei beneficiari;

  • l’intensità del contributo;

  • l’investimento minimo o massimo;

  • le spese ammissibili;

  • i requisiti tecnici delle stazioni;

  • le scadenze per la presentazione delle domande;

  • i tempi per completare gli interventi.

Prima di avviare un investimento sarà quindi necessario verificare attentamente la data di ammissibilità delle spese. Ordinare dispositivi o iniziare i lavori troppo presto potrebbe compromettere l’accesso al contributo, a seconda delle condizioni che saranno pubblicate.

Quando saranno disponibili gli incentivi

La consultazione pubblica è stata aperta il 9 settembre 2026 e resterà attiva fino al 30 settembre 2026.

Durante questa fase, imprese, associazioni e altri stakeholder possono inviare le proprie osservazioni al Ministero. Una volta conclusa la consultazione, il MITECO dovrà analizzare i contributi ricevuti e completare la definizione del programma.

Solo successivamente saranno pubblicate le basi regolatorie e la procedura per la presentazione delle domande. Non è stata ancora indicata una data per l’apertura.

Le aziende interessate possono comunque iniziare a valutare:

  • localizzazione dei possibili progetti;

  • disponibilità delle aree;

  • potenza ottenibile dalla rete;

  • necessità di opere civili;

  • permessi e autorizzazioni;

  • tempi necessari per la connessione;

  • possibilità di ampliare la stazione in futuro.

Questa attività preliminare può aiutare a preparare un progetto più solido, senza anticipare spese o impegni che potrebbero risultare non ammissibili.

Perché questi incentivi sono importanti per la mobilità elettrica

Una rete pubblica capillare riduce l’incertezza durante gli spostamenti. Per molti automobilisti, infatti, la principale preoccupazione non riguarda soltanto l’autonomia indicata dal veicolo, ma la possibilità di trovare una stazione disponibile e funzionante nel momento necessario.

La presenza di più alternative lungo il percorso rende i viaggi più prevedibili. Allo stesso tempo, una maggiore potenza riduce i tempi di sosta e permette alle stazioni di servire un numero superiore di veicoli.

Per operatori e installatori, il programma può generare nuove opportunità nella progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture. Saranno centrali anche i sistemi di monitoraggio, l’interoperabilità e la gestione dinamica della potenza, soprattutto nei siti con più punti attivi contemporaneamente.

Il valore dell’investimento non si limita quindi al numero di nuove colonnine. Il risultato dipenderà dalla capacità di realizzare una rete affidabile, ben distribuita e adeguata alla crescita futura del mercato.

Domande frequenti sugli incentivi per la ricarica elettrica in Spagna

A quanto ammonta il nuovo programma?

Il programma annunciato dal MITECO dispone di un budget di 150 milioni di euro, finanziato attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale FEDER 2021-2027.

Gli incentivi sono già disponibili?

No. È stata avviata una consultazione pubblica preliminare, ma non è ancora possibile presentare una domanda di finanziamento.

Il programma finanzierà le wallbox domestiche?

Le informazioni ufficiali riguardano le infrastrutture di ricarica elettrica accessibili al pubblico lungo le strade spagnole, non le wallbox installate nelle abitazioni private.

Saranno finanziate anche le stazioni esistenti?

Gli interventi ammissibili devono ancora essere confermati. Il precedente MOVES Corredores comprendeva anche il potenziamento delle infrastrutture esistenti.

Sono inclusi camion e autobus elettrici?

La loro inclusione è una delle possibilità considerate dalla consultazione. Bisognerà attendere la pubblicazione delle regole definitive.

Chi gestirà i finanziamenti?

Le agevolazioni saranno gestite dall’IDAE e assegnate attraverso una procedura competitiva.

Una nuova spinta alla rete di ricarica spagnola

Il programma da 150 milioni di euro rappresenta un nuovo passo nella strategia spagnola per la mobilità elettrica. Le risorse potranno rafforzare la rete pubblica lungo le strade, ridurre le aree scarsamente servite e migliorare la continuità dei viaggi.

L’eventuale apertura alla ricarica dei mezzi pesanti renderebbe la misura ancora più strategica, coinvolgendo anche logistica e trasporto professionale.

Per conoscere beneficiari, importi e modalità di partecipazione occorrerà però attendere la conclusione della consultazione e la pubblicazione delle condizioni definitive. Fino ad allora, è corretto parlare di programma annunciato e in fase di definizione, non di bando già aperto.

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