3 ago 2026

Spostare wallbox senza complicazioni: cosa sapere prima del trasloco

Dalla compatibilità con il nuovo impianto ai costi di reinstallazione: tutti gli aspetti da valutare prima di portare con sé la propria wallbox.
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Quando si cambia abitazione, tra scatoloni, utenze da trasferire e nuovi spazi da organizzare può sorgere un dubbio tutt’altro che secondario: si può spostare la wallbox e continuare a utilizzarla nella nuova casa?

Nella maggior parte dei casi, sì. Una colonnina di ricarica domestica non è necessariamente legata per sempre all’immobile nel quale è stata installata. Il dispositivo può essere smontato, trasportato e collegato a un nuovo impianto, a condizione che sia di proprietà dell’utente, ancora in buone condizioni e compatibile con le caratteristiche elettriche della nuova abitazione.

C’è però un punto da chiarire fin dall’inizio: trasferire una wallbox non significa semplicemente staccarla dal muro e riattaccarla altrove. La parte recuperabile è soprattutto il dispositivo. La linea di alimentazione, le protezioni elettriche, il sistema di gestione dei carichi e la documentazione dell’impianto devono invece essere valutati nuovamente.

In pratica, si può portare con sé la wallbox, ma la reinstallazione va trattata come un nuovo intervento impiantistico.

Si può trasferire una wallbox da una casa all’altra?

Una wallbox può generalmente essere trasferita se è un dispositivo autonomo, regolarmente acquistato e non vincolato a particolari contratti. Prima di programmare lo smontaggio, conviene però verificare tre aspetti: proprietà, condizioni del prodotto e compatibilità con la nuova casa.

Quando una colonnina di ricarica domestica può essere smontata e riutilizzata

Il trasferimento è più semplice quando la wallbox:

  • appartiene al proprietario dell’auto o dell’abitazione;

  • è ancora funzionante e in buone condizioni;

  • dispone della documentazione tecnica;

  • è supportata dal produttore;

  • può essere configurata in base alla potenza del nuovo impianto;

  • è adatta alla futura posizione di installazione.

Una wallbox con potenza nominale elevata non deve necessariamente essere utilizzata al massimo delle sue possibilità. Un modello da 22 kW, per esempio, può essere configurato per lavorare a una potenza inferiore, se il dispositivo e il tipo di alimentazione lo consentono.

Questo rende molti prodotti abbastanza flessibili da poter essere riutilizzati anche in un’abitazione con un contratto di fornitura differente. Naturalmente, la compatibilità effettiva deve essere verificata da chi progetterà o realizzerà la nuova installazione.

Wallbox di proprietà, a noleggio o in comodato: cosa verificare

Non tutte le wallbox installate in casa appartengono automaticamente a chi le utilizza.

Il dispositivo potrebbe essere stato:

  • acquistato direttamente;

  • incluso nell’acquisto dell’auto;

  • fornito da un operatore energetico;

  • noleggiato;

  • concesso in comodato d’uso;

  • installato nell’ambito di un servizio di ricarica o di un contratto pluriennale.

Nei primi due casi il trasferimento è solitamente possibile, salvo particolari condizioni di garanzia. Negli altri, invece, bisogna leggere il contratto prima di rimuovere qualsiasi componente.

Una wallbox in comodato, per esempio, potrebbe dover essere restituita al fornitore oppure trasferita seguendo una procedura specifica. Smontarla autonomamente potrebbe generare costi, interrompere il servizio o violare le condizioni sottoscritte.

Vale quindi la pena recuperare fattura, contratto e documentazione dell’installazione prima di prendere una decisione. Meglio una verifica in più oggi che una sorpresa poco piacevole durante il trasloco.

Quando conviene lasciare il punto di ricarica nella vecchia abitazione

Poter spostare la wallbox non significa che sia sempre conveniente farlo.

Se l’abitazione deve essere venduta o affittata, la presenza di un punto di ricarica già installato può renderla più interessante per chi possiede o pensa di acquistare un’auto elettrica. In questo caso si può valutare di lasciare il dispositivo e installarne uno nuovo nella futura casa.

La scelta può essere sensata anche quando:

  • la wallbox è datata;

  • il produttore non garantisce più aggiornamenti o assistenza;

  • il nuovo impianto richiede accessori differenti;

  • il dispositivo non è adatto all’installazione all’esterno;

  • il costo di smontaggio e reinstallazione si avvicina a quello di un prodotto nuovo.

Il confronto corretto non riguarda quindi soltanto il prezzo della wallbox. Bisogna considerare la sua vita residua, i lavori richiesti nelle due abitazioni e le nuove esigenze di ricarica.

Quali componenti della wallbox si possono portare nella nuova casa?

Un’infrastruttura di ricarica domestica comprende più elementi. Alcuni appartengono al prodotto, altri fanno parte dell’impianto elettrico dell’edificio.

Capire questa differenza aiuta a evitare un errore comune: pensare che l’intera installazione possa essere rimossa e replicata senza modifiche.

Corpo della wallbox, cavo di ricarica e accessori rimovibili

Il principale elemento recuperabile è naturalmente il corpo della wallbox.

In base al modello, possono essere trasferiti anche:

  • il cavo di ricarica integrato o removibile;

  • il supporto per il connettore;

  • i badge RFID;

  • eventuali modem o adattatori di comunicazione;

  • la staffa di montaggio;

  • accessori esterni compatibili con il nuovo impianto.

Prima del trasporto è opportuno controllare che non vi siano crepe, deformazioni, infiltrazioni, segni di surriscaldamento o danni al cavo e al connettore.

Anche le parti apparentemente secondarie contano. Una guarnizione deteriorata o un pressacavo danneggiato, per esempio, possono compromettere la protezione dell’involucro una volta reinstallato.

Linea elettrica, protezioni e canalizzazioni: cosa resta nel vecchio impianto

La linea che alimenta la wallbox è stata dimensionata per una determinata abitazione, una specifica distanza dal quadro e una precisa modalità di posa. Per questo motivo non può essere considerata un semplice accessorio del caricatore.

Cavi, canalizzazioni, interruttori, dispositivi differenziali e altre protezioni rimangono normalmente nel vecchio immobile o vengono rimossi solo quando ciò è tecnicamente opportuno.

Dopo lo smontaggio, la linea inutilizzata deve essere lasciata in sicurezza. Non basta nascondere i cavi dietro una placca o scollegare il dispositivo: occorre intervenire anche sul quadro elettrico, sui conduttori e sull’eventuale circuito dedicato.

Nella nuova casa la linea dovrà essere verificata o realizzata in funzione della nuova posizione, della potenza prevista e delle caratteristiche del prodotto. La Norma CEI 64-8 costituisce il riferimento per la progettazione e realizzazione degli impianti elettrici in bassa tensione; la sua Parte 7 comprende la Sezione 722, dedicata all’alimentazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. L’attuale nona edizione è entrata in vigore il 1° novembre 2024.

Power meter e gestione dinamica dei carichi: possono essere riutilizzati?

Le wallbox dotate di bilanciamento dinamico utilizzano generalmente un sistema di misurazione per conoscere i consumi dell’abitazione e regolare la potenza destinata all’auto.

Il power meter, i sensori di corrente e gli eventuali accessori di comunicazione possono talvolta essere trasferiti, ma non bisogna darlo per scontato.

Il nuovo impianto potrebbe avere:

  • un quadro elettrico differente;

  • un’alimentazione monofase invece che trifase, o viceversa;

  • spazi diversi per il posizionamento dei sensori;

  • una distanza maggiore tra contatore, quadro e wallbox;

  • un sistema fotovoltaico con una configurazione differente;

  • un modello di misuratore più aggiornato o maggiormente adatto.

Prima di recuperare questi componenti conviene quindi verificarne la compatibilità con la nuova architettura. In alcuni casi riutilizzarli è semplice; in altri è più pratico lasciare i vecchi accessori installati e acquistarne di nuovi.

Come smontare una wallbox in sicurezza prima del trasloco

Lo smontaggio non dovrebbe essere considerato un lavoro di bricolage. La wallbox è collegata a un circuito elettrico fisso e può essere protetta da dispositivi installati nel quadro dell’abitazione.

Anche quando l’operazione sembra semplice, bisogna gestire correttamente sia il prodotto sia la linea che rimarrà nell’immobile.

Perché la disinstallazione deve essere eseguita da un tecnico

Togliere tensione dall’impianto non è l’unica operazione necessaria. Il tecnico deve individuare il circuito corretto, verificare l’assenza di tensione, scollegare i conduttori senza danneggiare i morsetti e controllare lo stato del dispositivo.

Uno smontaggio eseguito in modo scorretto può:

  • rovinare i collegamenti interni;

  • danneggiare guarnizioni e pressacavi;

  • compromettere la tenuta dell’involucro;

  • lasciare conduttori non protetti;

  • creare problemi durante la reinstallazione;

  • interferire con le condizioni di garanzia del produttore.

Il vantaggio di affidarsi a un installatore specializzato non è quindi soltanto la sicurezza immediata. Un intervento ben eseguito aumenta anche le probabilità che la wallbox possa essere reinstallata senza inconvenienti.

Come mettere in sicurezza la linea della vecchia abitazione

Una volta rimossa la stazione di ricarica, bisogna stabilire cosa fare del circuito che la alimentava.

Se la linea non verrà più utilizzata, il tecnico potrà scollegarla dal quadro o renderla chiaramente identificabile e sicura. Se invece si prevede di installare in futuro un’altra wallbox, può essere utile mantenere parte della predisposizione, dopo aver verificato che sia adeguata e correttamente terminata.

Bisogna inoltre concordare eventuali lavori di ripristino:

  • chiusura dei fori di fissaggio;

  • rimozione della staffa;

  • sistemazione delle canalizzazioni;

  • protezione delle scatole elettriche;

  • aggiornamento delle etichette nel quadro.

Sono dettagli facili da dimenticare in mezzo a un trasloco, ma fanno la differenza quando si deve consegnare l’immobile al nuovo proprietario o al locatore.

Quali controlli fare su presa, connettore, cavo e involucro

Dopo la rimozione è il momento ideale per effettuare un controllo generale.

Occorre prestare attenzione soprattutto a:

  • condizioni del connettore;

  • usura del cavo;

  • presenza di tagli o schiacciamenti;

  • integrità della presa, se presente;

  • stato delle guarnizioni;

  • corrosione o ossidazione;

  • solidità dei morsetti;

  • segni di calore anomalo;

  • integrità della staffa e dei punti di fissaggio.

Un piccolo difetto può essere risolto prima della reinstallazione. Al contrario, montare il dispositivo senza averlo controllato rischia di trasferire il problema nella nuova abitazione.

Come trasportare e conservare una colonnina di ricarica domestica

Una wallbox è progettata per rimanere saldamente fissata a una parete, non per viaggiare senza protezioni nel bagagliaio di un’auto o nel retro di un furgone.

Durante il trasporto deve essere trattata come un’apparecchiatura elettrica, proteggendo soprattutto cavo, connettore, schermo e parti sporgenti.

Come proteggere la wallbox da urti, polvere e umidità

Quando è disponibile, l’imballaggio originale rappresenta la soluzione migliore. In alternativa, si può utilizzare una scatola robusta con materiale protettivo che impedisca al prodotto di muoversi.

Il cavo non dovrebbe essere piegato con curve troppo strette né utilizzato come maniglia. Il connettore va protetto da urti e sporco, mentre viti, staffe e piccoli accessori possono essere raccolti in una confezione separata ed etichettata.

Se la reinstallazione non è immediata, la wallbox dovrebbe essere conservata in un ambiente asciutto, al riparo da polvere, condensa, temperature estreme e pesi appoggiati sopra l’involucro.

Quali documenti, credenziali e dati del dispositivo conservare

Prima di lasciare la vecchia casa è utile raccogliere:

  • manuale di installazione;

  • modello e numero di serie;

  • fattura di acquisto;

  • documenti di garanzia;

  • credenziali dell’app;

  • account amministratore;

  • badge RFID;

  • eventuali codici di configurazione;

  • schema o documentazione della precedente installazione.

La vecchia dichiarazione di conformità non sostituirà quella relativa ai nuovi lavori, ma può comunque aiutare il tecnico a conoscere la precedente configurazione.

È inoltre consigliabile verificare che la wallbox sia associata al proprio account e non a quello dell’installatore, del precedente proprietario o di un operatore con il quale il contratto è terminato.

Cosa controllare prima di reinstallare la wallbox nella nuova casa

La compatibilità con la nuova abitazione dovrebbe essere verificata, possibilmente, prima dello smontaggio.

Un sopralluogo preventivo consente di capire se il dispositivo può essere riutilizzato, quali lavori sono necessari e se esistono condizioni che rendono più conveniente una soluzione diversa.

Compatibilità con impianto monofase, trifase e potenza disponibile

Il primo controllo riguarda il tipo di alimentazione.

Una wallbox trifase può richiedere una rete trifase per raggiungere la massima potenza, ma alcuni modelli possono essere configurati anche per un funzionamento diverso. Allo stesso modo, una wallbox monofase può essere inserita in un impianto trifase collegandola alla configurazione prevista dal produttore e dal progetto elettrico.

Non bisogna però ragionare soltanto in termini di potenza nominale. Vanno considerati insieme:

  • potenza disponibile al contatore;

  • consumi contemporanei dell’abitazione;

  • capacità del caricatore di bordo dell’auto;

  • potenza regolabile dalla wallbox;

  • presenza del bilanciamento dinamico;

  • abitudini di ricarica.

Un dispositivo da 22 kW non obbliga automaticamente ad aumentare il contatore a 22 kW. Potrebbe essere limitato a una potenza inferiore e adattato al nuovo contesto, evitando interventi sproporzionati.

Nuova linea dedicata, distanza dal quadro e protezioni

Il costo e la complessità della reinstallazione dipendono spesso più dal percorso elettrico che dalla wallbox stessa.

Se il parcheggio si trova vicino al quadro, la nuova linea può risultare relativamente semplice. Se invece il cavo deve attraversare più locali, cortili, piani o parti comuni, saranno necessarie valutazioni più approfondite.

Il tecnico dovrà considerare:

  • lunghezza del percorso;

  • modalità di posa;

  • sezione dei conduttori;

  • potenza prevista;

  • caduta di tensione;

  • protezioni richieste;

  • caratteristiche della wallbox;

  • eventuale esposizione agli agenti esterni.

Non è quindi corretto acquistare in anticipo cavi o interruttori uguali a quelli utilizzati nella vecchia casa. La nuova linea va dimensionata per il nuovo impianto.

Installazione in garage o all’esterno

Una wallbox precedentemente installata in un garage potrebbe trovarsi, nella nuova casa, sotto una tettoia o su una parete esterna.

In questo caso bisogna verificare che il modello sia adatto alle condizioni ambientali previste. Vanno considerati pioggia, polvere, raggi solari, temperature, condensa e possibili urti durante le manovre di parcheggio.

Anche la posizione di installazione conta. Il dispositivo dovrebbe essere facilmente raggiungibile dal punto di ricarica dell’auto, senza costringere il cavo a rimanere teso o a passare in zone di transito.

Un montaggio ben progettato rende la ricarica più comoda ogni giorno. E, alla lunga, la comodità è tutto fuorché un dettaglio.

Connessione internet e funzioni smart della wallbox

Il trasferimento può modificare anche la connettività.

La copertura Wi-Fi nel nuovo garage potrebbe essere più debole, mentre un collegamento Ethernet potrebbe richiedere una nuova canalizzazione. Alcuni modelli possono utilizzare una connessione mobile o funzionare localmente anche senza internet, ma le caratteristiche cambiano da prodotto a prodotto.

Prima della reinstallazione conviene controllare quali funzioni dipendono dalla rete:

  • controllo tramite app;

  • aggiornamenti del firmware;

  • gestione da remoto;

  • statistiche di ricarica;

  • programmazione oraria;

  • autenticazione degli utenti;

  • comunicazione con piattaforme esterne.

La wallbox può continuare a ricaricare anche se alcune funzioni smart non sono disponibili, ma è meglio saperlo prima, non dopo aver concluso i lavori.

Integrazione con fotovoltaico e bilanciamento dinamico dei carichi

Se nella vecchia abitazione la wallbox ricaricava l’auto utilizzando il surplus fotovoltaico, la funzione non verrà trasferita automaticamente insieme al dispositivo.

Nella nuova casa bisognerà verificare:

  • presenza e configurazione dell’impianto fotovoltaico;

  • posizione del punto di misura;

  • compatibilità del power meter;

  • modalità di comunicazione;

  • direzione dei flussi energetici;

  • impostazioni della wallbox;

  • eventuale presenza di un sistema di accumulo.

Lo stesso vale per la gestione dinamica dei carichi. Il sistema deve essere reinstallato e configurato affinché la potenza di ricarica venga regolata sulla base dei consumi della nuova abitazione.

Come reinstallare la wallbox nel nuovo impianto elettrico

Dopo il sopralluogo e la verifica di compatibilità si può procedere con la nuova installazione.

Non è obbligatorio rivolgersi allo stesso professionista che aveva eseguito il primo intervento. È però utile mettere a disposizione del nuovo installatore il manuale del prodotto e tutta la documentazione disponibile.

Realizzazione della linea e collegamento del caricatore

La prima fase consiste nella preparazione del circuito di alimentazione e delle protezioni previste.

Successivamente la wallbox viene fissata nella posizione scelta e collegata seguendo le istruzioni del produttore. Se alcuni elementi di montaggio sono danneggiati, non adatti alla nuova parete o non più disponibili, dovranno essere sostituiti con componenti compatibili.

Riutilizzare la staffa può essere possibile; riutilizzare automaticamente tasselli e viti, invece, non è sempre una buona idea. Una parete in calcestruzzo, una facciata isolata e una struttura in cartongesso richiedono sistemi di fissaggio differenti.

Come impostare la potenza di ricarica in base al contatore

Una volta collegato il dispositivo, bisogna configurare il limite massimo di ricarica.

L’impostazione dovrebbe tenere conto della potenza contrattuale, degli altri carichi domestici e della presenza di un sistema di bilanciamento. L’obiettivo non è sempre caricare alla potenza più alta possibile, ma trovare un equilibrio tra velocità, continuità e consumi dell’abitazione.

In molti casi l’auto rimane parcheggiata per diverse ore. Una potenza moderata ma stabile può quindi essere più che sufficiente per recuperare l’energia necessaria durante la notte.

Riconfigurazione di app, utenti, badge RFID e programmi

Il trasferimento è anche un buon momento per fare ordine nella configurazione digitale.

Può essere necessario:

  • collegare la wallbox alla nuova rete;

  • aggiornare l’indirizzo dell’installazione;

  • associare nuovamente il dispositivo all’app;

  • impostare il nuovo power meter;

  • eliminare vecchi utenti;

  • registrare nuovi badge RFID;

  • modificare i programmi orari;

  • aggiornare il firmware.

Se cambiano il contratto energetico o le fasce tariffarie, anche gli orari di ricarica programmati potrebbero non essere più convenienti. Meglio quindi ripartire da una configurazione coerente con la nuova casa.

Collaudo della wallbox e prima ricarica

Prima della messa in servizio devono essere eseguiti i controlli previsti sull’impianto e sul punto di ricarica.

La prova finale dovrebbe verificare almeno:

  • corretto avvio della sessione;

  • comunicazione con l’auto;

  • stabilità della potenza;

  • funzionamento delle protezioni;

  • gestione dinamica dei carichi;

  • connettività;

  • eventuale ricarica da fotovoltaico;

  • assenza di errori nell’app o nel dispositivo.

Solo al termine di questi controlli la wallbox può tornare alla normale operatività.

Serve una nuova dichiarazione di conformità per la wallbox?

La dichiarazione di conformità del prodotto e quella dell’impianto sono due documenti diversi.

La prima riguarda la conformità della wallbox come apparecchiatura ed è responsabilità del produttore. La seconda riguarda i lavori effettuati sull’impianto elettrico ed è rilasciata dall’impresa installatrice abilitata.

Il D.M. 37/2008 disciplina le attività di installazione, trasformazione e ampliamento degli impianti negli edifici e prevede, al termine dei lavori, il rilascio della dichiarazione di conformità dopo le verifiche previste. Il decreto è stato modificato nel 2025, ma gli aggiornamenti hanno riguardato principalmente gli obblighi relativi all’infrastrutturazione digitale degli edifici, senza eliminare il quadro generale applicabile agli impianti elettrici.

Perché la documentazione del vecchio impianto non basta

La vecchia dichiarazione descrive i lavori realizzati nella precedente abitazione: percorso della linea, protezioni, materiali, ubicazione e caratteristiche dell’impianto.

Una volta spostata la wallbox, questi elementi cambiano. Di conseguenza, la documentazione precedente non può certificare automaticamente i lavori effettuati nella nuova casa.

In altre parole, la conformità non “viaggia” attaccata alla wallbox come un’etichetta. Deve riferirsi all’installazione realmente eseguita.

Quali documenti conservare dopo la reinstallazione

Al termine dei lavori è opportuno conservare:

  • dichiarazione di conformità e relativi allegati;

  • schema o progetto, quando previsto;

  • relazione sui materiali utilizzati;

  • manuale della wallbox;

  • fattura dell’intervento;

  • dati e numero di serie del dispositivo;

  • eventuali configurazioni del sistema di gestione dei carichi.

Questi documenti saranno utili in caso di manutenzione, vendita dell’immobile, interventi futuri o richieste di assistenza.

Quanto costa smontare e reinstallare una wallbox?

Non esiste un prezzo valido per ogni trasferimento.

Il costo dello smontaggio è generalmente solo una parte del totale. A incidere maggiormente è spesso la nuova installazione, soprattutto quando il parcheggio è distante dal quadro o richiede opere murarie e passaggi complessi.

Smontaggio, nuova linea, protezioni e opere murarie

Le principali voci da considerare sono:

  • uscita del tecnico;

  • disinstallazione della wallbox;

  • messa in sicurezza della vecchia linea;

  • eventuale ripristino della parete;

  • trasporto;

  • sopralluogo nella nuova abitazione;

  • realizzazione della linea dedicata;

  • protezioni elettriche;

  • canalizzazioni;

  • accessori per il bilanciamento;

  • configurazione e collaudo;

  • eventuali opere murarie.

Per ottenere una stima attendibile è quindi necessario valutare entrambe le abitazioni. Un preventivo basato soltanto sul modello della wallbox sarebbe poco significativo.

Quando il trasferimento è conveniente

Spostare la wallbox è spesso una buona scelta quando il prodotto è recente, funzionante e compatibile con il nuovo impianto.

La convenienza aumenta se:

  • la nuova linea è semplice da realizzare;

  • non servono accessori particolari;

  • il dispositivo è ancora coperto da garanzia;

  • le funzioni disponibili soddisfano ancora le esigenze dell’utente;

  • la vecchia abitazione non trae particolare valore dal punto di ricarica.

In questo scenario, riutilizzare la wallbox permette di prolungarne la vita utile ed evitare un acquisto non necessario.

Quando conviene acquistare una nuova wallbox

Un nuovo dispositivo può essere preferibile quando quello esistente:

  • non è adatto alla nuova installazione;

  • presenta segni di usura;

  • non supporta più aggiornamenti;

  • non offre la connettività richiesta;

  • non dialoga con il nuovo impianto fotovoltaico;

  • richiede accessori difficili da reperire;

  • ha una potenza o una configurazione poco adatta.

La scelta va fatta prima dello smontaggio, non dopo. Un sopralluogo preventivo consente di confrontare le due alternative con maggiore chiarezza.

Come cambia la reinstallazione in base al tipo di abitazione

Lo stesso dispositivo può richiedere interventi molto diversi a seconda che venga installato in una casa indipendente, in un condominio o in un immobile in affitto.

Spostare la wallbox in una casa indipendente

In una casa indipendente la gestione del percorso elettrico e della posizione di installazione è generalmente più lineare.

Rimangono comunque da valutare distanza dal quadro, potenza disponibile, condizioni esterne ed eventuale integrazione con il fotovoltaico.

Se la casa dispone di garage, tettoia e impianto solare, il trasloco può diventare anche l’occasione per migliorare la gestione energetica rispetto alla vecchia configurazione.

Reinstallare la wallbox in un garage o parcheggio condominiale

In condominio entrano in gioco ulteriori elementi:

  • attraversamento di parti comuni;

  • distanza tra appartamento, contatore e posto auto;

  • modalità di posa dei cavi;

  • eventuale comunicazione all’amministratore;

  • presenza di altre infrastrutture di ricarica;

  • contabilizzazione dei consumi;

  • disponibilità di spazi nel quadro o nei locali tecnici.

Una wallbox utilizzata in precedenza in un garage privato può continuare a essere adatta, ma l’architettura dell’impianto potrebbe essere completamente diversa.

Installare la colonnina di ricarica in una casa in affitto

In un immobile in affitto è importante concordare preventivamente i lavori con il proprietario.

L’accordo dovrebbe chiarire:

  • chi sostiene i costi;

  • chi diventa proprietario della linea;

  • se la wallbox verrà rimossa alla fine del contratto;

  • come verrà ripristinato l’immobile;

  • se il punto di ricarica potrà rimanere installato.

Mettere questi aspetti per iscritto evita incomprensioni quando arriverà il momento di lasciare l’abitazione.

Errori da evitare quando si trasferisce una wallbox

Il primo errore è smontare il dispositivo senza avere ancora verificato la nuova casa. Si rischia di scoprire troppo tardi che la wallbox non è adatta o che i lavori sono più complessi del previsto.

È inoltre opportuno evitare di:

  • rimuovere il dispositivo autonomamente;

  • lasciare la vecchia linea non protetta;

  • riutilizzare automaticamente cavi e interruttori;

  • perdere staffe, viti o badge;

  • trasportare la wallbox senza protezioni;

  • dimenticare le credenziali dell’app;

  • installarla all’aperto senza verificarne l’idoneità;

  • utilizzare la vecchia configurazione di potenza;

  • considerare ancora valida la precedente dichiarazione di conformità;

  • saltare il collaudo finale.

Nessuno di questi problemi è particolarmente difficile da prevenire. Basta organizzare il trasferimento con un po’ di anticipo.

Conviene davvero spostare la wallbox nella nuova abitazione?

In molti casi, spostare la wallbox è possibile e conveniente. Un prodotto recente e ben mantenuto può continuare a essere utilizzato per anni, anche dopo un cambio di casa.

La decisione non deve però basarsi soltanto sulla possibilità fisica di rimuovere il dispositivo. Bisogna valutare proprietà, garanzia, stato della wallbox, caratteristiche del nuovo impianto e costo della reinstallazione.

Il principio da ricordare è semplice: il caricatore può essere trasferito, mentre la nuova infrastruttura deve essere progettata in funzione della nuova abitazione.

Organizzando sopralluogo, smontaggio e reinstallazione nell’ordine corretto, il passaggio alla nuova casa può avvenire senza rinunciare alla comodità della ricarica domestica. Anzi, può diventare l’occasione giusta per rendere il sistema ancora più adatto alle proprie abitudini, all’auto e ai consumi di casa.

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